di Redazione
Capranica Prenestina ospita : L’infanzia tradita e il richiamo alla giustizia sociale Presso il suggestivo comune di Capranica Prenestina, si è tenuto il convegno sull’infanzia tradita, ispirato dal libro della stimata professoressa Vincenza Palmieri fondatrice e presidente (istituto nazionale pedagogia familiare)Un convegno di grande rilievo che traendo spunto dall’ultima pubblicazione della professoressa Palmieri, “non so se sai di Bibbiano”, ha unito la lotta contro gli abusi sui minori e la presenza di personalità impegnate nel settore.
L’evento, introdotto dalla Vicepresidente della pro loco Barbara Duca e moderato dal direttore di Radio Centro Musica l’Avv. Emanuela Fancelli, ha visto la partecipazione anche del Sen. Manuel Vescovi, già vicepresidente della commissione d’inchiesta sul Forteto, che, in più occasioni, ha denunciato la gravità dei fatti di Bibbiano e del Forteto e la necessità di un impegno continuo perché simili tragedie non si ripetano più.
Tra gli interventi anche quello del cons. Reg. Lazio Massimiliano Maselli e del dott. Fabio Muzzi, vicesindaco di Capranica Prenestina, che hanno portato una preziosa testimonianza in merito alla situazione regionale e locale.
L’infanzia tradita è un tema di enorme rilevanza, che richiama l’attenzione su un fenomeno spesso ignorato o sottovalutato dalla società , ovvero il tradire le speranze dei bambini e delle loro famiglie, rispondendo alle richieste di aiuto nel modo peggiore , cioè allontanando il minore dalla sua casa e dai suoi cari, inducendoli, nei casi limite, ad un reset psicologico pur di sopravvivere al trauma e che per questi motivi, citando l’Avv. Fancelli, “deve sempre essere al centro della attenzione delle Istituzioni e di noi tutti.
La professoressa Vincenza Palmieri, con la sua ricerca e il suo libro, ha contribuito notevolmente a mettere in luce non solo gli abusi che molte volte vengono perpetrati in silenzio nell’ambiente delle case famiglia e in molti istituti, ma anche il meccanismo che porta all’allontanamento di un bambino dal proprio ambiente cambiare anche in situazioni nelle quali vi sono valide alternative. Senza voler generalizzare, perché è innegabile l’impegno di molti assistenti sociali, magistrali, tecnici ed esperti, non si possono dimenticare casi come quello di Bibbiano o del Forteto, non solo per la gravità di quanto è successo in tali luoghi, ma perché, dopo tanti anni, è ancora difficile ottenere giustizia. Tragedie come quella del Forteto e di Bibbiano non sono però circoscritte, purtroppo, ma continuano a verificarsi e grazie alla Prof.ssa Vincenzo Palmieri , al Sen. Manuel Vescovi, e all’Avv. Emanuela. Fancelli, in questa come in altre occasioni di incontro, si dà voce a queste situazioni.
La Prof.ssa Vincenza Palmieri ha evidenziato come il problema non sia semplicemente quello dei controlli, ma della teorizzazione di un certo sistema e la preoccupante organizzazione di un modo di procedere che conduce all’allontanamento di molti bambini. La Palmieri sostiene quindi l’importanza di un cambiamento culturale che senta come priorità la necessità di aiutare i bambini in casa loro fornendo alle famiglie ed ai minori tutti i sostegni necessari. Parole condivise dal Sen. Manuel Vescovi che ha, a sua volta, concorda con l’obiettivo di sostenere i bambini e le loro famiglie, perché sia così salvaguardato un nucleo familiare, con interventi mirati e idonei che tengano conto del caso specifico, evidenziando come spesso vi sia una contraddizione tra la mancanza di risorse a disposizione per le famiglie bisognose che si vedono, per tali motivi, strappati via i figli, e il costo che il sistema deve sostenere, che può superare le duecento euro al giorno, per mantenere un bambino presso un istituto o una casa famiglia.
L’avv. Fancelli ha evidenziato come senza un cambio di prospettiva purtroppo quelle stesse leggi poste a tutela delle famiglie dei minori continueranno spesso ad essere strumentalizzate ed applicate in maniera tale da creare un sistema degenerato, nel quale il nucleo familiare, anziché essere protetto, è definitivamente spaccato.






























