di Giovanni Minicozzi

E’ bastato il ricovero di un solo paziente Covid in terapia intensiva per far riemergere tutte le criticita’ che hanno dramnaticamente caratterizzato nei mesi passati il reparto di rianimazione del Cardarelli.

Nonostante il muro super tecnologico (in realta’ esiste un divisorio di cartongesso) che separa gli ambienti Covid e non Covid non viene  garantita  la  netta separazione tra contagiati e pazienti cronici anche  a causa del permanere di percorsi misti. Nei giorni scorsi gli avvocati Giuseppe Giglio e Quirino Mescia, difensori di alcuni anestesisti rianimatori in servizio nel reparto del Cardarelli, hanno inviato una diffida al direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano per denunciare la pessima organizzazione del servizio nella terapia intensiva oltre che la carenza di personale sanitario.

Nonostante le promesse di Toma e Florenzano resta l’imbarazzante  paradosso relativo alla totale assenza  di un centro Covid a distanza di un anno e mezzo dall’inizio della pandemia.
Tale carenza mpefisce, di fatto, l’utilizzo del reparto di terapia intensiva del Cardarelli  ai pazienti cronici e a  chi viene colpito da patologie tempo – dipendenti. Peraltro ricordo  che al Cardardlli e’ disponibile una sola sala operatoria che puo’ essare utilizzata da ciascun reparto chirurgico solo due volte al mese con conseguenze gravissime sulle lunghe liste di attesa.

Intanto Florenzano con sua deliberazione n.923 del 30 luglio scorso (deliberazione che allego in calce all’articolo) ha disposto il parziale  trasferimento dei medici in servizio nelle usca del distretto di Termoli per coprire i turni scoperti delle guardie mediche.

Tale decisione, conseguente alla cronica carenza di personale, contrasta nettamente con la relazione relativa al bilancio 2020  (che allego) scritta dallo stesso Florenzano nella quale viene elogiato il pregevole  servizio svolto dalle usca durante la pandemia.

Ricordo, infine, che il servizio di emergenza del 118 resta in totale sofferenza nonostante l’appalto concesso alla cooperativa La Fenice di Sassuolo per un importo di oltre 241 mila euro ma di questo perleremo nelle prossime ore.

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