di T.A.

Storia di una bella eccezione nel territorio di Venafro. 

Focus su “Carità in periferia”, libro della professoressa Chiara Franchitti, prezioso per il nostro territorio. Si tratta di una storia documentata, accaduta proprio a Venafro. Dagli anni ‘40, infatti, la Conferenza Episcopale Italiana ha emanato diversi documenti di denuncia, che prendono coscienza di problematiche diffuse. Documenti straordinari, ma presto dimenticati. Pensiamo a Pino Puglisi, Peppe Diana, Tonino Bello, Antonio Riboldi, Giancarlo Bregantini, Raffaele Nogaro, e tanti altri. Anche in Molise (che esiste, e come se esiste!) ci sono belle storie, degne risposte agli appelli dei vescovi italiani. Una lettura della storia della Chiesa locale ci mostra una piccola realtà che opera per il bene comune considerando la storia di tutti, soprattutto degli umili e di coloro che “sperano contro ogni speranza”. Il professore Sergio Tanzarella – ordinario di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, sezione S. Luigi e professore invitato presso l’Università Gregoriana di Roma – nel presentare il libro di Chiara Franchitti sostiene : «Il titolo Carità in periferia ci colloca già in una zona particolare d’Italia che è il mezzogiorno. Ma all’interno del mezzogiorno, non aree altamente urbanizzate, centrali, ma quelle periferiche, in particolare il piccolo e quasi sconosciuto Molise, dove però le emergenze non sono da meno delle grandi città. E qui l’opera di don Salvatore Rinaldi, direttore della Caritas della diocesi di Isernia-Venafro dal 2000 al 2017, è stata originale e continua, sia nel servizio della Caritas ma anche nella formazione degli operatori secondo un principio della Caritas che è insostituibile: il servizio nella totale gratuità. Senza stipendi, senza riconoscimenti, senza sicurezze. E qui poi ha dato vita a un’esperienza straordinaria, che continua ancora oggi : quella del Consultorio Familiare, un Consultorio a tutto campo che risponde alle emergenze delle famiglie, ma anche a tanti vuoti che le amministrazioni locali, lo Stato ect. continuano a lasciare nella gestione del quotidiano delle emergenze ma anche delle povertà strutturali. Il servizio è stato straordinario. Infatti ci viene ricordato con tabelle, con esempi, articoli di giornale ed altro ancora. È un lavoro veramente prezioso quello che la dottoressa Franchitti ha realizzato». Tanzarella, che è stato anche deputato della XII legislatura della Repubblica Italiana, continua: «Il testo ha anche una postfazione di un autorevolissimo testimone della Caritas nazionale, Renato Marinaro, e anche lì emerge un ampio consenso che questo straordinario studioso, operatore della Caritas nazionale, offre al libro. […] è possibile leggere un passaggio molto importante, che descrive anche ciò che il predetto don Salvatore ha compiuto nel corso del tempo. Lo raccomando vivamente perché compaiono anche i numeri del Consultorio Familiare “Il Girasole”. Si tratta di migliaia e migliaia di accessi, di servizi che sono stati resi gratuitamente a categorie le più disparate di persone. Tutto ciò continua a ripetersi ancora oggi. E anche qui in supplenza di quello che dovrebbe essere l’opera delle amministrazioni pubbliche. Da questo punto di vista il testo è esplosivo, perché mentre mostra il servizio denuncia anche indirettamente le deficienze di chi avrebbe dovuto, di chi dovrebbe intervenire. Spero che davvero questo libro che riprende più volte il documento della CEI sul mezzogiorno possa essere letto in modo diffuso […], non ha senso parlare in forma definitiva di un gruppo Caritas. È tutta la Chiesa la Caritas. Non c’è bisogno di un gruppo, ci sono alcuni che in qualche momento operano più attivamente, ma è tutta la Chiesa che è Caritas. Ci possono essere altri gruppi, ma il gruppo Caritas si spiega meno, perché tutti dovrebbero essere impegnati nell’opera della carità». E il professore Sergio Tanzarella, anche lui del sud, esattamente di Caserta, conclude : «Chi legge questo libro sente veramente il respiro di quella Chiesa alla quale loro hanno dato uno straordinario contributo tra gli anni Settanta e gli anni Novanta, una felice stagione della quale talvolta possiamo sentire anche nostalgia e che qualche volta sembra essere stata dimenticata. Questo libro una volta letto non lascia le cose come stanno». Questo e molto altro avviene dietro le quinte, senza far rumore, ma in modo molto importante, a Venafro. 

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