di Redazione

«E se, prima di cambiare vita e trasferirsi in un piccolo paese, fosse possibile andare sul posto, conoscerlo davvero e capire se potrebbe diventare casa?» Il borgo molisano apre le porte a famiglie, professionisti, lavoratori da remoto e imprenditori. Prima di scegliere se trasferirsi è possibile candidarsi per una visita di prova e conoscere direttamente il paese, la comunità e le opportunità del territorio.

È la proposta di Castel del Giudice, piccolo comune dell’Appennino molisano che, dopo oltre vent’anni di esperienze di rigenerazione territoriale, apre una nuova fase del proprio percorso con il progetto “Riabitare Castel del Giudice”. L’obiettivo è cercare nuovi abitanti: famiglie, professionisti, lavoratori da remoto, artigiani, imprenditori e persone con idee e competenze interessate a valutare concretamente la possibilità di vivere e lavorare nel borgo.Non si tratta, quindi, di attirare nuovi turisti, ma di incontrare possibili nuovi cittadini. Cambiare città, regione o stile di vita è una decisione importante. Per questo il progetto non chiede alle persone di decidere sulla base di una fotografia, di un annuncio o di una campagna promozionale. Chi è interessato può candidarsi per una visita di prova a Castel del Giudice, conoscere direttamente il territorio, incontrare la comunità e iniziare a capire quali opportunità abitative, professionali e imprenditoriali potrebbero esistere. Per candidarsi è sufficiente accedere a Rigenerazione Territoriale, selezionare “Dove vivere”, scegliere Castel del Giudice e inviare la propria candidatura.L’idea è semplice: prima conoscere, poi eventualmente scegliere. Castel del Giudice non parte da zero. Negli ultimi vent’anni il paese ha sviluppato diversi progetti di rigenerazione, sperimentando nuove modalità di recupero del patrimonio e di valorizzazione delle risorse locali. Una delle esperienze più conosciute è Borgo Tufi, nato dal recupero di un antico nucleo rurale abbandonato. Adesso la sfida cambia. Recuperare edifici e spazi non è sufficiente se parallelamente non si creano le condizioni perché le persone possano vivere stabilmente nel territorio, lavorare, avviare attività, accedere ai servizi e costruire nuove relazioni sociali. È il passaggio dalla rigenerazione dei luoghi alla rigenerazione della comunità. “Riabitare Castel del Giudice” parte da un principio preciso: chi manifesta interesse per il paese non deve essere considerato semplicemente un visitatore. Può diventare un nuovo abitante e, soprattutto, una persona capace di portare nel territorio competenze, relazioni, esperienze, attività economiche e nuovi progetti.

Per questo il percorso vuole favorire l’incontro tra chi già vive nel paese e chi sta pensando di cambiare vita. L’obiettivo non è soltanto aumentare il numero dei residenti, ma costruire le condizioni affinché l’arrivo di nuove persone possa contribuire allo sviluppo della comunità. Il percorso si inserisce nel Manifesto per la Rigenerazione Appenninica, che considera Castel del Giudice un laboratorio nel quale residenti storici e nuovi abitanti possano contribuire insieme a immaginare il futuro del territorio. Il progetto affronta contemporaneamente tre questioni strettamente collegate.

Il Cantiere Demografia lavora sull’attrazione e sull’accompagnamento dei nuovi abitanti, cercando di trasformare un interesse iniziale verso il territorio in una scelta residenziale consapevole e, quando possibile, duratura.

Il Cantiere Economia punta sulle opportunità professionali: lavoro da remoto, nuove professioni, imprenditorialità e sviluppo delle filiere economiche locali.

Il Cantiere Servizi affronta uno degli aspetti più importanti per chi valuta di trasferirsi in un’area interna: poter accedere ai servizi necessari alla vita quotidiana e trovare soluzioni innovative per mobilità, assistenza e qualità della vita.

Perché una casa disponibile, da sola, non basta. Per rendere possibile una nuova residenzialità occorre costruire un sistema nel quale abitazione, lavoro, servizi e relazioni funzionino insieme. La sperimentazione parte da un comune molisano, ma riguarda un problema che coinvolge centinaia di piccoli centri italiani. Lo spopolamento delle aree interne non può essere affrontato esclusivamente attraverso il recupero degli immobili, gli incentivi economici o la promozione turistica. La vera questione è rendere nuovamente questi territori luoghi nei quali sia possibile immaginare e costruire un progetto di vita. Servono economie, servizi, opportunità professionali, abitazioni accessibili e comunità capaci di accogliere persone nuove. Castel del Giudice prova a mettere insieme questi elementi e a trasformare il paese in un laboratorio nel quale sperimentare un modello potenzialmente interessante anche per altre aree interne italiane. «Non stiamo semplicemente gestendo un piccolo luogo appenninico: stiamo cercando di dimostrare che lo spopolamento non è necessariamente un destino inevitabile». Con “Riabitare Castel del Giudice”, il paese invita quindi chi sta pensando di cambiare vita a fare qualcosa di molto concreto: venire a conoscere il territorio prima di decidere. Perché la domanda non è soltanto “Dove potrei trasferirmi?”, ma anche: “In quale comunità potrei immaginare il mio futuro?”

Chi desidera conoscere Castel del Giudice e valutare la possibilità di trasferirsi può:

  1. accedere a www.rigenerazioneterritoriale.blog;
  2. selezionare la sezione “Dove vivere”;
  3. scegliere Castel del Giudice;
  4. compilare e inviare la candidatura per manifestare il proprio interesse a una visita di prova.

«Non stiamo semplicemente gestendo un piccolo luogo appenninico: stiamo cercando di dimostrare che lo spopolamento non è necessariamente un destino inevitabile».

Articolo precedenteTermoli. Rimpasto nella Giunta Balice: Cocomazzi lascia, si apre la partita per Peduto e Sabella?