E’ una indiscrezione da confermare ma pare proprio che i due consiglieri di “Orgoglio Molise” stiano ormai su posizioni politiche completamente agli antipodi.
Da un lato c’è il capogruppo Gianluca Cefaratti, dall’altro l’assessore (per il momento ex) Vincenzo Cotugno.
Pomo della discordia la linea del gruppo politico con Cefaratti ormai lontano dalle posizioni di appoggio al governo Toma, dall’altro Vincenzo Cotugno che, per soccorrere proprio il governo Toma, è stato costretto a dimettersi dalla carica di assessore regionale e vice presidente. Cosa questa che gli ha consentito di riacquistare lo status pieno di consigliere regionale e partecipare, come suo diritto, alla prima commissione per approvare gli atti finanziari che il 30 Dicembre approderanno in aula in Consiglio regionale. Senza le dimissioni di Cotugno e la sua partecipazione in commissione, l’organismo di Palazzo D’Aimmo non avrebbe potuto licenziare i provvedimenti a causa della mancata maggioranza.
Pare che proprio le diverse posizioni politiche, su ogni fronte, abbiano indotto il capogruppo Cefaratti ad invitare il consigliere Cotugno a cercarsi un nuovo gruppo e abbandonare quello di “Orgoglio Molise”, la lista dove entrambi sono stati eletti.
Se le posizioni di Cefaratti dovessero essere inflessibili, lo stesso Cotugno potrebbe approdare o nel gruppo misto dove è capogruppo l’assessore Filomena Calenda oppure, tesi più plausibile, nel gruppo consiliare del presidente della Regione “Toma Presidente”.
Resta da vedere cosa accadrà in aula con l’approvazione del rendiconto.
A differenza di ciò che scrive sui social il consigliere regionale pentastellato Vittorio Nola (“Quando c’è da approvare i bilanci la maggioranza di centrodestra è granitica in aula”), peraltro tesi smentita dagli atti di approvazione dei passati bilanci, questa volta la situazione politica potrebbe rischiare di essere davvero incandescente.
In fondo le posizioni critiche di Cefaratti vanno ad aggiungersi a quelle già storiche dei consiglieri Aida Romagnuolo e Michele Iorio che ormai da oltre due anni hanno lasciato la maggioranza in 11. Senza calcolare il rischio corso nell’ultima seduta di approvazione del bilancio provvisorio dove a mettersi di traverso è stato il consigliere Armandino D’Egidio.
Insomma, c’è da vedere se sarà un fine anno col botto e un inizio del 2023 che ormai pare aprirsi sulla strada di un Toma sempre più solo, affiancato solo dai suoi assessori che però predicano bene (davanti a lui) e razzolano male (criticandolo alle spalle a porte chiuse). Tanto che nel corso della trasmissione televisiva su una tv locale, lo stesso presidente dell’ordine dei giornalisti Vincenzo Cimino aveva fatto presente al governatore Toma se queste posizioni sembrassero “normali”. Ovviamente senza ricevere risposta.
E poi c’è da considerare un altro problema: gli atti di bilancio pronti ad arrivare in aula portano la firma della Giunta regionale e quindi dello stesso Cotugno che poi, dimessosi dall’esecutivo, ha partecipato all’approvazione degli stessi atti da consigliere semplice. Quindi ha ricoperto il ruolo di controllore e controllato dando luogo ad un precedente di conflittualità amministrativa senza precedenti.






























