di Redazione
«La calura estiva rischia di far passare sotto traccia decisioni e provvedimenti amministrativi di grande rilievo, ma il Gruppo del Partito Democratico ha deciso di accendere i riflettori sull’operato e sulle procedure della Centrale Unica di Committenza della Regione Molise». A dichiararlo è la consigliera regionale del Partito Democratico, Micaela Fanelli, che annuncia la presentazione di un “tris” di atti ispettivi per chiedere chiarezza su alcune delle principali attività della CUC. L’iniziativa del gruppo dem si concentra su tre questioni ritenute strategiche: la modifica del regolamento della Centrale Unica di Committenza, la gestione della gara relativa alla frana di Petacciato e i trasferimenti del personale all’interno della macchina amministrativa regionale. Il primo atto formale prende le mosse dalla deliberazione n. 224 del 3 luglio 2026, con cui la Regione ha modificato il regolamento della CUC introducendo un preventivo nulla osta per le procedure di gara delle società interamente partecipate. «Questa scelta – evidenzia Fanelli – solleva interrogativi di natura giuridica e amministrativa, poiché sottopone le società in house a un regime più restrittivo rispetto agli altri enti del Sistema Regione, senza che il provvedimento ne motivi adeguatamente le ragioni». Secondo la consigliera, il nuovo regolamento attribuirebbe inoltre alla Centrale Unica di Committenza un potere autorizzatorio i cui limiti normativi e la compatibilità con il Codice dei contratti pubblici meritano di essere chiariti, evitando il rischio che la CUC si trasformi in un centro di gestione accentrata di tutti gli appalti regionali. Il secondo fronte riguarda la frana di Petacciato, al centro di una specifica interpellanza urgente. Pur prendendo atto dell’aggiudicazione della gara, il Partito Democratico manifesta forti perplessità sulla scelta di procedere rapidamente all’affidamento di un progetto ritenuto ormai superato, elaborato prima dell’evento franoso dell’aprile 2026 e basato su una tecnologia che continua a suscitare dubbi. «L’assetto idrogeologico dell’area è profondamente cambiato dopo la nuova frana – sottolinea Fanelli – eppure si è deciso di accelerare l’iter senza una nuova campagna di indagini e senza un aggiornamento progettuale, anteponendo la rapidità dell’affidamento alla necessità di garantire un utilizzo efficace e sicuro delle risorse pubbliche». La consigliera precisa che l’obiettivo dell’iniziativa ispettiva non è quello di bloccare opere attese da anni, ma comprendere le ragioni delle accelerazioni procedurali proprio in una fase in cui, a giudizio del Pd, sarebbe stato opportuno adeguare il progetto alla nuova realtà post-alluvione. Un aspetto che riguarda la sicurezza di un’infrastruttura strategica che interessa l’autostrada A14, la strada statale 16 e la linea ferroviaria. Il terzo atto ispettivo riguarda invece la gestione del personale regionale, con particolare riferimento ai criteri adottati per i trasferimenti interni e ai comandi in entrata, come nel caso del Dirigente Analista proveniente dall’ASReM. Una vicenda sulla quale il Gruppo Pd chiede chiarimenti per valutarne gli effetti organizzativi e amministrativi. «Attraverso questi tre atti – conclude Micaela Fanelli – vogliamo fare piena luce sul funzionamento di quello che rappresenta un importante centro decisionale della Regione, la Centrale Unica di Committenza. Chiediamo risposte trasparenti affinché ogni scelta amministrativa risponda realmente ai principi di efficienza, legalità e buon andamento dell’azione pubblica».





























