Si farà, ma in altra sede e non in quella originariamente programmata. Trattasi dell’atteso convegno sul tema “Ritamaria, oltre la vita”, promosso dal movimento “I Venafrani per Venafro” per ricordare l’umanità della giovane venafrana Ritamaria Matteo prematuramente scomparsa a seguito di incidente stradale ed il suo altissimo gesto della donazione degli organi, da lei con assoluta convinzione caldeggiato mentr’era nel pieno della vita e scherzava con amiche e familiari.

Sarà infatti il Centro Sociale “Don Orione” della parrocchia omonima di via Pedemontana a Venafro ad ospitare l’evento (h 16,00 del prossimo 22 dicembre), cui hanno dato la loro piena adesione quali oratori il pubblicista Tonino Atella, che riproporrà figura e vicenda della ragazza venafrana, l’avv. Marciano Moscardino per dire degli aspetti giuridici della donazione e lo psichiatra Costantino Kniahjnicki, che si soffermerà su tematiche medico/scientifiche dell’argomento al centro del convegno, la donazione degli organi appunto. Fungerà da moderatore il prof. Mario Giannini, già docente di materie letterarie nei licei classici statali, mentre il parroco di “Don Orione”, Don Salvatore Rinaldi, fresco di iscrizione all’ordine giornalisti del Molise, porgerà i saluti quale “padrone di casa”, e la stessa famiglia Matteo ricorderà la giovane Ritamaria.

A margine del tutto, dopo aver dovuto (per mancanza di risorse economiche …) giocoforza rinunciare a Castello Pandone sede originariamente scelta per l’evento, non si è fatta attendere la piccata puntualizzazione del movimento “I Venafrani per Venafro”, promotore del convegno : “Comprendiamo le eventuali novità normative in materia di accesso ed utilizzo del Pandone- fanno sapere dal movimento- ma restiamo basiti ed interdetti per i costi richiesti, ammontanti complessivamente a diverse centinaia di euro tra polizza fideiussoria ed altro, tant’è la necessità della rinuncia al bellissimo involucro medievale cittadino per dirottare altrove, il Centro Sociale di “Don Orione”, concessoci dal Parroco Don Rinaldi in forma del tutto gratuita !

Ci chiediamo e chiediamo : è così che s’intendono rilanciare affluenza e presenze al Pandone, scoraggiando con costi altissimi quanti chiedono di fruirne per iniziative socio/umanitarie ? Ci saremmo aspettati ben altro, giusta la storia recente dell’utilizzo del Pandone da parte del nostro movimento. Ma evidentemente la realtà attuale è tutt’altra !”.

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