di Kentucky Fried Chicken

Isernia si appresta ad eleggere il nuovo Sindaco e il confronto politicodiventa diatriba dialettica volta a screditare chiunque sia avversario. La regola vale tanto nel centrosinistra, quanto nel centrodestra, anche se con accenti e sfumature differenti.

Analizziamo la strategia di Volt, un partito progressista e paneuropeo: un modo nuovo e inclusivo di fare politica, in Italia e in Europa!’.

Facce pulite da bravi ragazzi. Questa è l’immagine di copertina dei giovani guidati dalla pasionaria Federica Vinci, che hanno svolto una campagna elettorale tra la gente e con la gente, vendendosi all’elettorato come i volti nuovi della politica, usando tecniche di marketing politico efficaci e qualche volta andando oltre il limite del consentito. Ci riferiamo in particolar modo all’imbrattamento delle strade fatto nel giorno della presentazione della loro lista: un sentiero marchiato (con gesso, dicono) con il simbolo del loro partito e che è ancora ben visibile sulle strade isernine. E non solo. Apriamo la parentesi anche su due video prodotti, di cui il primo non ha un ‘padrone’ definito, mentre il secondo sì.

Il primo video su cui ci soffermiamo è quello che ha spopolato sui social subito dopo il primo turno: una carrellata di volti ignoti alla maggior parte degli isernini, di persone che ad Isernia hanno solo lasciato la residenza ma che stanno costruendo il loro futuro in altri luoghi. Tutti lanciano lo stesso messaggio: torneremo per votare Piero, per dare una speranza ad Isernia. Bello, bellissimo, quasi commovente. La domanda che ci poniamo però è che fine faranno quegli elettori il giorno dopo il ballottaggio? Torneranno ad Isernia (a prescindere da chi vincerà) per creare un futuro qui e portare la propria competenza per rigenerare il tessuto socio-economico di Isernia, o torneranno dalle loro famiglie, nelle loro nuove città? Saranno stakeholder di quali interessi? Speriamo tutti che siano pronti a tornare a casa’, temiamo tutti che ad Isernia continueranno a lasciare solo la residenza. Se dovessero ripartire il video risulterebbe essere la più grande e gratuita offesa a tutti coloro che, invece di abbandonare la propria città, hanno deciso di rimanere qui, tra innumerevoli difficoltà, contribuendo in maniera attiva al ruolo che si sono cuciti al’interno di una società che hanno deciso di non abbandonare mai, né durante le tempeste, né quando il mare è calmo ed ogni stronzo è marinaio.

Il secondo video di cui vi parliamo è invece marcatamente denigratorio. La scena si apre con i due eletti di Volt, Federica Vinci e Umberto Di Giacomo, che parlano dell’accordo politico tra il candidato Sindaco del centrodestra Gabriele Melogli e Filoteo Di Sandro, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. I due rampolli dell’Isernia bene utilizzano dei personaggi Lego per scimmiottare in maniera irrispettosa, un accordo politico fatto alla luce del giorno e che nulla ha di illegale o illegittimo. Ma come? Proprio il partito che propone un ‘modo nuovo e inclusivo di fare politica’ ricorre alla denigrazione come si è sempre fatto nei secoli dei secoli? Qual è allora la vera differenza tra il ‘vecchio’ e il ‘nuovo’? Noi abbiamo grandi difficoltà a vederla. Soprattutto se ci soffermiamo a spulciare i curricula dei candidati di Volt ed in particolare quello di Federica Vinci (potete scaricarlo cliccando qui). Leggendo e rileggendo, non riusciamo a capire quale sia stata la gavetta di Vinci, possiamo solo complimentarci per i successi ottenuti nel persorso formativo fattonelle università private (LUISS Guido Carli, SCIENCES PO, Paris School of International Affairs (PSIA), HARVARD KENNEDY SCHOOL OF GOVERNMENT) che non sono proprio alla portata di tutti e che aprono le porte a strade agevoli da percorrere, dove non si deve sudare per emergere. Nulla di male, anzi, ma la falsa morale di chi prova a spogliarsi degli abiti firmati a cui è abituata e prova a raccontare la favoletta di chi è andato via tra mille difficoltà,lasciamola ad altri che non hanno mai avuto la possibilità di approdare agli stessi porti sicuri.

Se Atene piange, Sparta non ride.

Anche dal’altra parte della barricata la tracotanza la fa da padrone. E per evidenziarla andiamo ad analizzare le parole del coordinatore di Forza Italia On. Annaelsa Tartaglione in un articolo di qualche giorno fa. Ma prima tentiamo di ricostruire qualche fatto.

Era domenica e qualcuno discuteva i termini di un apparentamento ufficiale tra il candidato sindaco Cosmo Tedeschi e la coalizione capeggiata da Gabriele Melogli. Presenti al tavolo c’erano: Gabriele Melogli, Giorgio Melogli, Cosmo Tedeschi, Filoteo Di Sandro e Angelo Michele Iorio. I ben informati ci riferiscono che si è parlato di assessorati al comune (questa l’unica proposta che poteva fare l’avvocato pentro), ma anche di difesa dell’Ospedale Veneziale, nonché di una visione politica comune per la crescita, tutela e difesa del capoluogo Pentro. Si è discusso anche della surroga in Consiglio Regionale, ma su questo tema ci torneremo tra pochissimo, giusto il tempo di parlare dell’articolo dell’On. Tartaglione.

A seguito dell’incontro non c’è stata la fumata bianca per l’apparentamento ufficiale, e questo lo avevamo ampiamente anticipato (leggi qui).

Profilo basso e pedalare. Finalmente il centrodestra torna unito mettendo da parte orgogli e personalismi. Ma a qualcuno piace fare la primadonna e non riesce a tacere. E così l’On. Tartaglione, che non era presente al tavolo politico, ci ha tenuto a far sapere la sua e parla al buio per essere poi smentita da qualcuno che al tavolo c’era.

Nella nota, la Parlamentare eletta in un collegio pugliese, evidenzia come “le proposte che hanno fatto sono state tutte accettate, anche quella di due assessorati su Isernia” e poi bastona proprio Fratelli d’Italia dichiarando “se non riescono a eleggere persone nei consigli non se la possono prendere con me. Forza Italia a Isernia ha preso il doppio dei voti di Fratelli d’Italia, che si attesta al 20% sul nazionale. Il problema è il vecchio sistema che utilizzano, non la Tartaglione”. Fermiamoci un attimo e cerchiamo di capire quale sia il ‘nuovo sistema’ utilizzato da Forza Italia e per farlo facciamo un salto indietro nel tempo, precisamente al 2013. Luigi Brasiello è il candidato Sindaco di Isernia per il centrosinistra. Risulterà vincitore della competizione elettorale e gran parte del merito per la vittoria finale sarà attribuita a Roberto Di Baggio, candidato nelle fila della lista civica di Luigi Brasiello ‘Isernia di tutti’, dove risulta primo eletto con 529 preferenze. Sarà premiato con un Assessorato che conserverà fino a quando la sua amministrazione non cadrà a causa del fuoco amico, poco più di due anni più avanti.

Facciamo un salto al 2016 e parliamo sempre di Roberto Di Baggio e delle elezioni comunali di Isernia. Anche questa volta il geometra isernino sceglie di schierarsi a sinistra, sostenendo il candidato Sindaco del Partito Democratico Rita Paola Formichelli, con la lista civica ‘Isernia prima di tutto’. Non arrivano neppure al ballottaggio e i 483 voti di Roberto Di Baggio gli valgono solo un posto da consigliere di opposizione nell’assise isernina.

Il purgatorio dura poco meno di due anni. Nell’aprile 2018 ci sono le elezioni regionali e Roberto Di Baggio non si fa trovare impreparato. Si candida e viene eletto in consiglio regionale, ma la cosa che lascia sgomenti è che questa volta si candida a destra, e abbandona temporaneamente il progetto civico per trovare casa nel partito coordinato in regione dall’On. Annaelsa Tartaglione. In Forza Italia Di Baggio strappa 1319 preferenze, risultando il terzo eletto e ottenendo dapprima un posto in Giunta regionale, per poi passare il testimone a Quintino Pallante e ‘accontentarsi’ del ruolo di Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale.

Ora Di Baggio è il deus ex machina di Forza Italia. Rafforza il suo potere politico sul territorio pentro e, in questa competizione comunale oscura il coordinatore regionale forzista Tartaglione, ammettendo pubblicamente di essere padrino di due liste civiche, ‘ Isernia Migliore’ e ‘Iris’, nonché di aver contribuito a chiudere la lista di Forza Italia dove infatti risulta candidata la sua compagna di viaggio nell’esperienza con l’avvocato Formichelli, Linda dall’Olio.

Il ‘nuovo sistema’ di cui parla l’On. Tartaglione è questo? A noi non piace.

Chiudiamo con un tema caldo per Fratelli d’Italia, quello della surroga in consiglio regionale. E partiamo sempre dalle dichiarazioni dell’On. Tartaglione “Loro – Di Sandro e Iorio – chiedevano il reintegro della surroga in Consiglio regionale e noi abbiamo detto no. […] Oggi se hai cambiato la Legge elettorale e se chiedi ai cittadini di rimettere in bilancio i soldi per pagare quei consiglieri regionali vieni attaccato. Fratelli d’Italia, che sul nazionale ha portato avanti la battaglia del taglio dei Parlamentari, non capisco perché in Molise vuole più consiglieri.”

Come direbbe Checco Zalone “Ma è del mestiere questa?”. La domanda provocatoria è forse anche legittima e vi spieghiamo il perché. Le nostre fonti ci riferiscono che la proposta di Fratelli d’Italia per il reintegro della surroga sia a costo zero, concetto tra l’altro ribadito molteplici volte proprio da Michele Iorio e Filoteo Di Sandro, con quest’ultimo che si è detto pronto a rinunciare al ruolo di consigliere regionale in caso di reintegro della surroga.

Altro scivolone del’Onorevole di Forza Italia è nel paragone tra la battaglia di Fratelli d’Italia per la riduzione dei Parlamentari e la surroga in consiglio regionale. Se a Roma avessero reso retroattivo il taglio dei Parlamentari, come impropriamente fatto in Consiglio Regionale con la modifica della Legge elettorale, oggi  l’On. Tartaglione non sarebbe Parlamentare.

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