Il cambio di rotta è arrivato grazie al passo in avanti di un nuovo player: Multicedi S.r.l.: garantita la continuità occupazionale di 35 su 65 unità
Dopo sei mesi di scioperi e manifestazioni arriva una buona notizia per i dipendenti del Cash and Carry Metro Italia, di via Campana a Pozzuoli. Verrà garantita la continuità occupazionale a 35 dipendenti. Un sollievo per i lavoratori che, sotto lo slogan “Non molliamo di un Metro”, non si sono mai arresi nel cercare interlocuzioni e soluzioni alternative ai licenziamenti. La volontà dell’azienda di chiudere lo store era stata annunciata lo scorso settembre, ed i conseguenti licenziamenti sarebbero stati operativi già da questo aprile.
Il cambio di rotta è arrivato grazie al passo in avanti di un nuovo player: Multicedi S.r.l., il cui interesse era stato anticipato durante l’ultima riunione tenutasi a marzo presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, alla presenza delle rappresentanze sindacali. Multicedi, nata nel 1993, ha saputo imporsi in pochi anni come impresa di punta della distribuzione organizzata e, con un accordo siglato a inizio settimana con le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Napoli a Roma, si è impegnata formalmente a garantire la prosecuzione occupazionale di 35 dipendenti dello store campano su 65 unità. «È stato posto il problema dell’indotto che andrebbe assorbito dopo aver fatto un passaggio con le ditte appaltatrici. – spiega Salvatore Parisi, sindacalista Filcams Cgil – Inizialmente erano state richieste garanzie per circa 40 unità. C’è però chi ha deciso di continuare la sua esperienza con Metro Italia in altri punti vendita, ed altre 17 persone circa che hanno scelto l’incentivo all’esodo e all’uscita perché magari vicini alla pensione». La questione dell’indotto riguarda lavoratori che operano nel settore delle pulizie e del caricamento notturno. Al momento, sono stati individuati degli incentivi per coloro che hanno accettato il trasferimento in altri punti vendita Metro e per quei casi di non ricollocazione e non opposizione al licenziamento. «La società occuperà 3500 mq sugli 8000 della struttura attuale. – continua Parisi – Taglieranno parte del capannone e pagheranno un fitto di mercato e non come quello che aveva Metro». Tema non di poco conto dato che, Metro Italia, tra le motivazioni che hanno portato alla chiusura dello store di Via Campana, indicava proprio l’eccessivo canone annuale pari a 2,161 milioni di euro. Sui tempi della nuova apertura, «L’azienda ci ha riferito di non voler far passare l’estate. – spiega il sindacalista – A maggio vorrebbero partire già con attività di formazione e promozione sul territorio».
Redazione






























