di Redazione
Un intervento da 8,2 milioni di euro per ridurre in modo significativo il rischio franoso che dal 2017 interessa il settore settentrionale dell’abitato di Civitacampomarano, in provincia di Campobasso. È stato infatti approvato il progetto esecutivo per la mitigazione del rischio idrogeologico, con provvedimento adottato dal Commissario di Governo e Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti. Il progetto è stato sviluppato da Technital S.p.A., società di ingegneria italiana attiva a livello internazionale nella progettazione e supervisione di grandi infrastrutture e interventi di tutela del territorio, in qualità di capogruppo di un raggruppamento temporaneo di professionisti. Il fenomeno franoso si è attivato tra febbraio e marzo 2017, interessando un’area prossima al bordo nord della dorsale su cui sorge il centro abitato. Il contesto geomorfologico è particolarmente delicato: il versante è caratterizzato da scarpate molto acclivi e dall’interferenza con il torrente Torrente Mordale, che scorre alla base del pendio. Alla base del dissesto vi sono dinamiche tipiche delle frane complesse di versante: infiltrazioni d’acqua nel sottosuolo – aumento delle pressioni interstiziali – riduzione della resistenza al taglio lungo superfici di scivolamento profonde. L’approccio progettuale definito da Technital integra interventi idraulici e geotecnici in un’unica strategia di stabilizzazione. Il progetto prevede: regimazione delle acque superficiali per limitare le infiltrazioni – installazione di sistemi di drenaggio profondo e dreni sub-orizzontali – interventi strutturali con rete chiodata e tiranti passivi collegati a cordoli su micropali – collegamenti con formazioni geologiche più resistenti – impiego di tiranti attivi per incrementare lo sforzo normale e migliorare la stabilità globale del versante. Un insieme coordinato di misure che combina controllo idraulico e consolidamento strutturale, secondo le più aggiornate metodologie di ingegneria dei versanti. «Nelle frane complesse il fattore decisivo è spesso l’acqua nel sottosuolo: intercettarla e ridurre le pressioni è il primo passo per restituire stabilità a un versante. Quando parliamo di frane complesse – e i casi sotto i riflettori nazionali lo dimostrano – l’elemento che spesso fa la differenza è l’acqua nel sottosuolo: intercettarla, governarla e ridurre le pressioni è il primo passo per restituire stabilità a un versante», spiega Simone Venturini, Direttore Tecnico e Consigliere Delegato di Technital. «A Civitacampomarano abbiamo adottato un modello integrato che combina drenaggio profondo e interventi strutturali con tiranti e micropali. È lo stesso approccio che, con le dovute differenze di scala, è necessario applicare anche nei contesti più estesi e complessi». L’intervento assume un valore strategico non solo per la sicurezza della comunità, ma anche per la salvaguardia del centro storico. L’abitato di Civitacampomarano sorge infatti su una rocca dominata dal Castello Angioino-Aragonese di Civitacampomarano, legato alla figura storica del condottiero Paolo di Sangro. Oggi il borgo è noto anche a livello internazionale come museo a cielo aperto di street art, grazie ai numerosi interventi artistici diffusi tra vicoli e piazze. Negli ultimi mesi il tema delle frane è tornato al centro dell’attenzione nazionale anche per le criticità registrate a Niscemi. Pur in contesti territoriali differenti, le dinamiche geotecniche presentano analogie: infiltrazioni, aumento delle pressioni interstiziali e necessità di un approccio integrato che intervenga prima sul fattore acqua e poi sul consolidamento strutturale. In questo senso, il progetto di Civitacampomarano rappresenta un caso concreto di applicazione metodologica basata su una sequenza chiara: controllo delle acque – riduzione delle pressioni – stabilizzazione del versante. Tra gli interventi più rilevanti realizzati da Technital in Molise rientra anche la stabilizzazione della frana di Petacciato, un progetto da 27 milioni di euro finalizzato alla messa in sicurezza dell’abitato e di infrastrutture strategiche come l’Autostrada A14 e la linea ferroviaria adriatica.





























