Sembrerebbe che all’ospedale Cardarelli di Campobasso sia scoppiato un cluster di scabbia. Secondo le prime ricostruzioni interne, sembrerebbe che tutto sia iniziato dal laboratorio analisi, poi pare abbia interessato la riabilitazione e da ieri anche la radiologia.
La scabbia è una malattia contagiosa della pelle degli esseri umani e degli animali chiamata anche rogna. È classificata dall’OMS come una patologia legata all’acqua. La malattia può essere trasmessa da oggetti, ma più spesso dal contatto diretto pelle-pelle, con un elevato rischio dopo un contatto prolungato. L’infestazione iniziale richiede da quattro a sei settimane per diventare sintomatica. Poiché si riscontrano sintomi allergici, oltre al ritardo nella presentazione si ha anche un significativo ritardo nel sollievo dopo che i parassiti sono stati eliminati.
La scabbia – dal latino “scabere” = grattare – è una malattia dermatologica infettiva, particolarmente contagiosa, sostenuta dall’acaro Sarcoptes scabiei.
Questo parassita s’inocula al di sotto della pelle dove moltiplica: nello strato corneo scava delle piccole gallerie che fungono da tane. Ciò determina un intenso prurito e la comparsa di chiazzette rosse in rilievo (papule), spesso associate a vescicole e infezioni secondarie.La modalità di trasmissione più comune della scabbia è il contatto cutaneo diretto e prolungato con un individuo infestato: occorrono 15-20 minuti, affinché si possa verificare il contagio.
La trasmissione indiretta è rara, ma può avvenire attraverso l’uso condiviso nella stessa famiglia o comunità di indumenti, lenzuola e asciugamani contaminati; gli acari della scabbia possono vivere per circa 2 giorni lontano dalla cute dell’uomo, sui vestiti o sui letti.
La scabbia è pandemica, essendo diffusa in tutto il Mondo, e periodicamente, può dare origine a piccoli focolai epidemici.
La malattia può colpire chiunque, in qualunque fascia di età, senza distinzione di sesso o etnia, indipendentemente dal livello sociale o dall’igiene. Tuttavia, i viaggi in aree endemiche, le condizioni di promiscuità e lo scarso livello igienico-sanitario costituiscono fattori di rischio.
Periodo di incubazione scabbia
Scabbia: in quanto tempo compaiono i primi sintomi dopo il contagio?
I segni e i sintomi della scabbia si manifestano dopo circa un mese dal contagio, tempo necessario allo sviluppo della sensibilizzazione dermica.
Il periodo di incubazione della scabbia è di circa tre settimane; in caso di reinfestazione i sintomi possono comparire più rapidamente, mediamente entro 1-4 giorni, poiché l’individuo è già sensibilizzato.
In Italia fra il 2020 e il 2023 c’è stato un allarmante aumento dei casi di scabbia, fino al 750% in più. A confermarlo è la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse.
La scabbia in quanto malattia infettiva è soggetta a notifica, ovvero segnalazione da parte del medico curante alle Autorità Sanitarie competenti. In presenza di sintomi come prurito e arrossamenti, soprattutto se interessano più persone presenti in uno stesso nucleo.
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