Di Massimiliano Scarabeo
Negli anni, il territorio di Israele è stato oggetto di più lanci di missili e artiglieria a corto-medio raggio provenienti dalla Striscia di Gaza e dal Libano.
La maggior parte di questi attacchi vengono effettuati con razzi Grad e Katjuša e proiettili d’artiglieria da 155 mm, armamentari tecnologicamente poco avanzati e in grado di coprire distanze relativamente piccole, fino a 70 km circa. Abbastanza però per raggiungere Tel-Aviv.
Dopo il lancio di 4000 #missili contro Israele durante la seconda guerra del Libano nel 2006, lo stato di Israele si è dotato di un sistema di difesa contro questo tipo di attacchi chiamato Iron Dome, letteralmente cupola di ferro.
Il sistema è stato finanziato con il supporto di 205 milioni di dollari stanziati dagli Stati Uniti ed è operativo dal 2011.
Iron Dome è formato da tre elementi fondamentali:
– un radar di scoperta e tracciamento, ovvero il cervello del sistema che individua i missili nemici;
– un sistema di controllo del fuoco e gestione della situazione di combattimento, che elabora i dati e trasmette le istruzioni alle unità di lancio;
– delle unità mobili di lancio missili dislocate su tutto il territorio, che vengono trasportate con dei camion e installate in punti strategici. Secondo le necessità, queste batterie possono essere smontate e riposizionate.
L’insieme delle unità di lancio costituiscono una muraglia virtuale che, una volta individuato il missile nemico e accertato che la traiettoria sia pericolosa, lanciano un missile intercettatore che esplode vicino al missile nemico, distruggendolo. Il sistema funziona sia di giorno sia di notte, in tutte le condizioni meteo.
#IronDome non è l’unico sistema di difesa antimissilistica dello stato di Israele, che dispone anche del Patriot americano (in dotazione anche all’Ucraina). È però il sistema più efficace contro gli attacchi provenienti dalla #StrisciadiGaza, con un’efficienza dichiarata del 90% sui missili in arrivo.
La spesa militare di Israele nel 2022 è stata di 23,4 miliardi di euro, cioè il 4,51% del Pil del Paese. Israele è il decimo Paese per spesa militare in rapporto al PIL. L’Italia è 52esima, con una spesa pari all’1,68% del PIL.






























