municipio venafro

di Redazione

riceviamo e pubblichiamo:

«Con un avviso a firma del Responsabile del Settore Urbanistica, il Comune di Venafro ha reso noto che il Consiglio comunale, con delibera n. 34 del 21 ottobre 2025, ha deciso di procedere a una modifica delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale, limitatamente all’art. 5 – Zona D, relativo agli insediamenti produttivi e commerciali. Nell’avviso si precisa che gli atti amministrativi e tecnici sono depositati in libera visione presso la Segreteria comunale per 30 giorni a partire dal 17 dicembre 2025 e che, ai sensi della Legge urbanistica n. 1150 del 1942, art. 9, chiunque ne abbia interesse può presentare osservazioni al protocollo del Comune. Una procedura che, però, lascia emergere alcuni elementi meritevoli di attenzione. La pubblicazione dell’avviso avviene infatti dopo l’adozione della delibera consiliare, peraltro dichiarata immediatamente esecutiva. Un passaggio che rischia di rendere poco chiaro il rapporto tra la fase di partecipazione pubblica e un atto già efficace, sovrapponendo due momenti che, di norma, dovrebbero restare distinti. Sul piano più generale, va ricordato che in materia urbanistica le competenze non sono esclusivamente comunali, ma coinvolgono anche la Regione. Le modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG seguono un iter definito dalla legge, che prevede specifici passaggi e controlli sovraordinati, proprio a garanzia della correttezza del procedimento. Non meno delicato è il tema delle norme di salvaguardia, che dovrebbero operare in modo restrittivo durante le fasi di modifica degli strumenti urbanistici. In questo caso, l’impressione è che l’intervento normativo arrivi a valle di situazioni già consolidate, piuttosto che a monte per governarle. Dalla stessa delibera emerge inoltre, seppur indirettamente, che autorizzazioni edilizie sarebbero state rilasciate in un quadro normativo non del tutto coerente, in particolare per destinazioni commerciali in area industriale. Un aspetto che va oltre la mera tecnica urbanistica e che richiama l’attenzione sulla correttezza complessiva dell’azione amministrativa. Senza forzare giudizi definitivi, la vicenda evidenzia come, quando le procedure non sono lineari, anche interventi apparentemente circoscritti possano aprire questioni più ampie, che chiamano in causa responsabilità amministrative e scelte politiche. Un tema che merita chiarezza, nell’interesse dell’ente e dei cittadini. Arch. R.Rossi.»

Articolo precedenteCampobasso. Parcheggi in centro a Natale, Nicola Cefaratti: “ennesimo autogol dell’amministrazione”
Articolo successivoCampobasso. Frodi nel settore edilizio: la Guardia di Finanza sequestra beni per oltre un milione di Euro