Siamo alle solite.
La Regione Molise ha indetto il concorso alla Protezione Civile – il bando scade il 15 febbraio – ma ha dimenticato di inserire le modalità di svolgimento per coloro che soffrono di disturbo dell’apprendimento. Insomma, pare che alla Regione Molise abbiano qualche piccolo problema con il rispetto delle norme statali. Perché si erano persino dimenticati di pubblicare gli avvisi precedenti sulla Gazzetta ufficiale. Infatti hanno dovuto procedere di fretta e furia alla riapertura dei termini inserendo i posti riservati agli invalidi ma dimenticando i dislessici come la legge prevede. A fare rilevare la questione sono state le consigliere di parità Giuditta Lembo e Giuseppina Cennamo. Né pare che le giustificazioni del dirigente Iocca abbiano convinto le due donne che vanno avanti sulla loro strada chiedendo il rispetto delle leggi italiane.
Secondo indiscrezioni sarebbe stata contattata anche la parlamentare di Forza Italia e coordinatrice di FI Molise, Annaelsa Tartaglione. Per via della sua dislessia. Come dimostrato dalla stessa che, presa di mira alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, ha prodotto il certificato del suo distrubo. Chi più di un dislessico può capire e intervenire per risolvere una discriminazione della categoria? A maggior ragione se è parlamentare, oltremodo se è a capo del partito del governatore di regione che ha dimenticato una categoria protetta. Invece nulla. La promessa di intervento c’è stata solo a parole, raccontano i bene informati. Di fatto, il nulla. Tanto che l’avvocato di Campobasso Gianfederico Cecanese, che ha sostenuto attivamente con la sua candidatura il presidente Toma ma oggi molto critico nei suoi confronti, ha persino inviato un esposto alla Procura della Corte dei Conti chiedendo di valutare eventuale danno erariale anche in capo ai dirigenti definiti piloti di Formula1 da Toma ma “Somari” dallo stesso avvocato che precisa “scambiano le mele con le pere”.
Tra tutto questo appare sempre più incomprensibile l’indifferenza della (dis)onorevole Tartaglione per la quale i dislessici vanno tutelati ad “Un giorno da pecora” ma non ad un pubblico concorso. Solo una domanda: se la deputata avesse lei voluto partecipare al bando, avrebbe fatto valere la legge dai suoi amici di regione? O ci sono motivi sconosciuti che inducono la Tartaglione a trascurare il rispetto dei diritti altrui?






























