da redazione

Gravina: «Mancato coinvolgimento preventivo della comunità locale e dell’amministrazione del capoluogo»

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza nella seduta di oggi l’alienazione dell’ex Hotel Roxy di Campobasso presentata dalla Giunta regionale.

Alla votazione sul testo finale non hanno partecipato i consiglieri di maggioranza Cavaliere e Niro ed ha abbandonato l’Aula l’esponente dei 5 Stelle Andrea Greco.

In particolare, il provvedimento consiliare prevede l’inserimento dell’immobile di proprietà regionale denominato “ex-Hotel Roxy nel Piano delle alienazioni immobiliari, per un valore di sei milioni di euro, e di inserire lo stesso bene nel patrimonio disponibile della Regione Molise.

Il provvedimento consiliare prevede anche l’adesione all’avviso di manifestazione d’interesse, bandito dalla INVIMIT SGR S.p.A., mettendo a disposizione l’immobile ex-Hotel Roxy.

Nell’atto istruttorio della delibera di Giunta regionale, che ha originato il conseguente provvedimento consiliare, si evidenzia come la Società INVIMIT SGR valuterà, attraverso la raccolta di manifestazioni d’interesse, operazioni d’investimento di immobili pubblici destinati e/o da destinare prevalentemente a funzioni, non vincolanti, di “student housing”.

«L’inserimento dell’ex Hotel Roxy nel bando Invimit – ha scritto il consigliere regionale dei 5 Stelle Roberto Gravina – è qualcosa da valutare più come una remota e lontana eventualità che come qualcosa che possa portare risvolti concreti, inducendoci a pensare che molto più prosaicamente l’intenzione della Giunta regionale è quella di iscrivere, attraverso l’alienazione, il valore del bene a bilancio, valore che anche in questo caso sorprendentemente resta quello di quando venne acquistato, per far quadrare in qualche modo nell’immediato i conti dell’ente regionale. Anche dell’ipotesi di cui si è parlato di riconversione in studentato universitario dell’immobile o addirittura a sede della Corte dei conti, nella delibera, ovvero un atto di amministrazione e governo, non viene riportato alcunché.

Questo atto voluto dal governo regionale – ha concluso Gravina – purtroppo sancisce, lo dico senza voler utilizzare questo tema per fare polemiche strumentali, il mancato coinvolgimento preventivo della comunità locale e dell’amministrazione del capoluogo».

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