Negli ultimi tempi, il Consorzio di Bonifica di Venafro ha suscitato un crescente malcontento tra i contribuenti, a fronte di una palese diminuzione dei servizi forniti. La società So.Ge.T. S.p.A., concessionaria per la riscossione dei tributi, ha recentemente avviato l’invio di avvisi di pagamento per canoni demaniali e oneri consortili, con aumenti rilevanti, di media intorno al 10%, che hanno destato le proteste dei cittadini.

Le lamentele riguardano principalmente la mancanza di interventi fondamentali quali la pulizia dei fossi e delle strade. Il torrente Rava, in particolare, è diventato un corso d’acqua ingombrato da alberi e detriti, segno evidente di un abbandono prolungato. Ci si chiede, dunque, quale sia l’operato del Consorzio in questo contesto.

Invece di concentrare le risorse sul miglioramento dei servizi essenziali, si registra un incremento dei costi del personale, con l’assunzione di figure apicali senza evidenza pubblica e a tempo indeterminato. A ciò si aggiungono dibattiti di “alto profilo” e l’assunzione di ruoli di stazione appaltante, a detrimento della missione primaria del Consorzio.

La comunità di Venafro e del Molise sembra trovarsi in una condizione di rassegnazione, mentre i segnali di disagio sociale si intensificano. È auspicabile una rapida inversione di rotta per garantire un futuro migliore alle generazioni a venire.

Redazione

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