di Redazione
E’ di queste ore l’esultanza di qualche politico e anche di qualche manager, sul risultato raggiunto dal Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro per l’attivo in bilancio. Un risultato fatto apparire roboante, omettendo di annunciare talune ragioni che hanno portato a questo esito. E’ normale che sia così, la politica lo fa per mestiere: dice sempre le cose positive che ognuno vorrebbe sentirsi dire, il manager lo fa perché diventa complicato spiegare che se tagli le spese, magari a scapito di tanti lavoratori, padri di famiglia, o se incassi le quote anche da chi non riceve servizi diretti, potresti non trovarti coi conti. Da sempre il Consorzio di Bonifica vive momenti finanziari delicati, i bilanci sono pubblici, le cifre si conoscono, così come si sa delle continue lamentele circa i servizi resi, spesso insufficienti, a sentire i consorziati, onerosi, secondo gli stessi, addirittura non dovuti, se senti chi i servizi da parte dell’Ente consortile neppure li riceve. Leggi per esempio le proprietà in aree urbanizzate, in aree niente affatto servite, e dai risparmi arrivati, come detto, dal taglio del personale. La battaglia su questo tema ancora continua, perché, a quanto pare, nonostante si era parlato di un possibile reintegro dei dipendenti stagionali lasciati a casa, la situazione per questi lavoratori, padri di famiglia, è ancora ferma al palo. Uno di questi ex dipendenti, suo malgrado vittima del tanto decantato risultato di bilancio, risponde sdegnato a queste dichiarazioni di giubilo da parte del Presidente del Consorzio di Bonifica. “Ho letto in merito alla virtuosità delle casse consortili. Si esulta tanto per il risparmio ma nessun riferimento ai sedici operai stagionali che non lavorano.” Come già evidenziato, la causa sarebbe quella della mancanza di fondi dovuti dalla Regione Molise, ma se questi lavoratori licenziati operano per l’erogazione dei servizi, da chi e come viene fatta la manutenzione? Al di la di questo, che è comunque una domanda che in molti si pongono, il lavoratore di cui sopra, se ne pone un’altra “ ricordo al Presidente Cotugno che lo scorso anno, quattro operai hanno lavorato la metà delle giornate che in genere facevano normalmente, quindi è ovvio che c’è stato un risparmio. Allora – continua l’ex operaio – se gli operai stagionali sono stati licenziati e ancora sono fermi senza nessuno spiraglio di essere riassorbiti in organico, come si può parlare di bravura amministrativa se il risparmio è originato esclusivamente dai tagli ai servizi?” Forse sarebbe stato più giusto fare, insieme al plauso e all’autoelogio, una considerazione che mette il problema del licenziamento di queste persone quale motivo principale del risultato positivo raggiunto in bilancio. Ma come detto: la politica dice quello che la gente vuole sentirsi dire e i manager non amano perdere tempo nelle spiegazioni.































