di Redazione
La consigliera regionale denuncia: “Il Consorzio non ha fornito i dati, il controllo del Consiglio è svuotato”. Nel mirino il Piano organizzativo del personale e le procedure degli ultimi cinque anni.
“La risposta della Regione è carente e sul punto centrale dell’interrogazione non abbiamo ricevuto chiarimenti”. È la posizione espressa in Consiglio regionale dalla consigliera Micaela Fanelli al termine del dibattito sulle interrogazioni riguardanti il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro. Al centro dello scontro politico la gestione del personale dell’ente consortile, con particolare riferimento alle assunzioni effettuate negli ultimi cinque anni, alle procedure adottate e al ruolo di controllo esercitato dalla Regione Molise. Secondo Fanelli, la relazione illustrata dalla Giunta regionale avrebbe lasciato irrisolti proprio gli aspetti più delicati della vicenda, ovvero l’assenza di dati dettagliati su:
- procedure di assunzione adottate dal Consorzio negli ultimi cinque anni;
- piani assunzionali;
- autorizzazioni o valutazioni della Regione;
- composizione dell’organico;
- distinzione tra personale a tempo determinato e indeterminato;
- collaborazioni;
- part-time;
- stabilizzazioni;
- trasformazioni contrattuali;
- eventuali incarichi dirigenziali.
“Il punto dell’interrogazione era chiarissimo – ha affermato Fanelli – ma la risposta dice che il Consorzio non ha fornito le informazioni e quindi la Regione non può restituirle al Consiglio”.
Il nodo del Piano di organizzazione del personale.
Tra gli elementi contestati c’è il Piano di organizzazione variabile del personale. Dalla risposta della Giunta è emerso che il piano è stato adottato dal Consorzio, ma il procedimento regionale di verifica non è ancora concluso. Per Fanelli questo rappresenta il cuore della questione: “Sul punto fondamentale la risposta è carente perché l’istruttoria è ancora in corso”. Secondo la consigliera, senza la conclusione della verifica regionale non è possibile chiarire pienamente la legittimità delle scelte organizzative e delle assunzioni effettuate.
“Il Consorzio non ha dato le carte: così il Consiglio non può controllare”
Uno dei passaggi più duri dell’intervento riguarda il rapporto tra Consorzio e Regione. Fanelli ha sottolineato che proprio la relazione della Giunta certifica una situazione problematica: l’ente consortile non avrebbe trasmesso tutta la documentazione richiesta. Da qui la contestazione politica: “Finché eserciterò il mio ruolo di controllo, metto agli atti la mia totale insoddisfazione perché non c’è risposta sul tema principale del personale”. Per la consigliera, il mancato accesso a dati completi impedisce al Consiglio regionale di svolgere pienamente la propria funzione di vigilanza su trasparenza e legalità amministrativa. Sempre in relazione all’Ente di Bonifica di Venafro, si è aperto un altro fronte del dibattito, sulle ultime Elezioni dei rappresentanti consortili e il conseguente ricorso al TAR. Un vero e proprio scontro sulla risposta della Regione, dove si è aperto un altro confronto: quello relativo alle vicende elettorali del Consorzio di Bonifica. La Giunta ha spiegato di non aver approfondito il punto perché collegato a un procedimento davanti al TAR, ritenendo opportuno attendere gli sviluppi giudiziari. Una posizione contestata da Fanelli: “Un ricorso al TAR non può impedire al Consiglio regionale di svolgere una valutazione politica sull’attività di controllo della Regione”. Secondo la Consigliera, l’Aula avrebbe dovuto ricevere comunque una risposta sul ruolo esercitato dall’amministrazione regionale nei confronti del Consorzio. “Non metto in discussione le persone – sottolinea la Fanelli – ma servono procedure trasparenti” precisando di non voler esprimere giudizi sulle persone coinvolte nelle assunzioni, ma il tema, ha spiegato, riguarda comunque la correttezza delle procedure; la motivazione delle scelte e la trasparenza degli atti amministrativi. “È possibile – continua – che tutto sia regolare e che sia stato scelto il candidato migliore – ha osservato – ma le procedure devono essere motivate e verificabili. Siamo ancora in tempo per salvare trasparenza e legalità” è l’esortazione lanciata mentre la conclusione dell’intervento della Consigliera Fanelli è stata un duro richiamo politico alla maggioranza. La consigliera, infatti, nel chiedere maggiore chiarezza sugli atti del Consorzio e sulle verifiche regionali, ribadisce la necessità di garantire trasparenza e correttezza nella gestione di un ente pubblico sottoposto alla vigilanza regionale. La risposta della Giunta, pur annunciando ulteriori approfondimenti e una nuova acquisizione documentale, non ha convinto la consigliera, che ha chiuso il suo intervento dichiarandosi formalmente “insoddisfatta”. La partita resta aperta: ora riflettori puntati sulla nuova istruttoria regionale e sui documenti che il Consorzio dovrà fornire.





























