Dal che le necessarie ed opportune spiegazioni

Una osservazione giusta, al cui sentire però Venafro non fa bella figura. La propone una coppia di giovani turisti emiliani, Gianna e Pier Luigi, casualmente incontrati alle “Quattro Cannelle” del rione Ciaraffella, fonte pubblica venafrana di continuo in cronaca vuoi per la salubrità e l’abbondanza  dell’acqua che vi fuoriesce e vuoi per quanto di seguito si scrive. L’osservazione dei giovani e cortesi ospiti : “Ci è stata indicata questa storica fonte -spiega l’uomo- e siamo venuti appositamente qui per ammirarla e dissetarci. Purtroppo abbiamo letto l’avviso pubblico che sconsiglia di attingere l’acqua ed abbiamo dovuto desistere. Ci siamo comunque intrattenuti ad ammirare la suggestione dei luoghi, tra i più belli di questa città. Bellissima la Palazzina Liberty, suggestivo il laghetto, apprezzabili le abbondanti acque sorgive che scorrono in zona, unico il lavatoio comunale deserto di gente ma ricco di specie animali acquatiche ed attraenti le Quattro Cannelle, tutti “quadri” particolari di questa bella cittadina. Abbiamo però notato una cosa che ci ha sorpreso tantissimo, lasciandoci straniti. Francamente non riusciamo a spiegarci questa doppia iscrizione su pietra, diversa nella forma ma del tutto simile nel contenuto, affissa sul muro alla destra delle Quattro Cannelle ! Perché mai due iscrizioni dal contenuto univoco, l’una accanto all’altra ? Giriamo tanto l’Italia, ma questa insolita novità di Venafro è assolutamente unica ! Sa risolverci l’arcano ?”.

Dal che la necessaria spiegazione agli ospiti, informandoli che “La stranezza era dipesa anni addietro dalla rimozione notturna, forse con l’intento iniziale di farla sparire a mò di dispetto o sgarbo verso quanti l’avevano installata, della lapide originaria rettangolare affissa sulla parete di destra delle Quattro Cannelle in occasione delle celebrazioni comunali per il primo centenario delle Quattro Cannelle e sulla quale si leggeva “Centenario delle Quattro Cannelle – 1893/1993 –  Venafro – Questo luogo custode di vita tradizioni e cultura sia sempre fonte di civiltà e progresso delle genti – Venafro 12 settembre 1993 – I cittadini”. Il tutto promosso ed affisso dall’amministrazione municipale del tempo. Evidentemente però a qualcuno la cosa non andò a genio e nottetempo, una due settimane dopo, la lapide in pietra venne rimossa e fatta sparire ! Pochi giorni però e quanti erano al governo della città ritennero di ripristinare l’iscrizione, commissionandone una nuova ad altro artigiano locale che la realizzò seduta stante, senza alcun compenso ed installandola col proprio lavoro. La prima iscrizione, quella volatilizzata, aveva forma rettangolare ; la nuova, ottagonale !”. Il prosieguo della testimonianza agli ospiti : “Tutto bene, tutto finito, vi chiederete ? Assolutamente no ! Passano mesi ed ecco riapparire, lasciata nottetempo nei pressi del deposito comunale di mezzi ed attrezzature, la prima iscrizione rettangolare, quella tolta dalla parete e portata via ! Evidentemente era intervenuta una sorta di pentimento nei protagonisti della rimozione … ! A quel punto c’erano due iscrizioni, diverse nella forma ma simili nel contenuto ! L’una in parete alle Quattro Cannelle, l’altra nel deposito comunale ! Dal che, probabilmente, la decisione non si sa bene di chi di tornare a fissare sul muro della storica fonte di Ciaraffella anche l’iscrizione restituita, col risultato attuale di ritrovarsi due pietre dallo stesso contenuto l’una accanto all’altra !”. La conclusione della chiacchierata esplicativa agli ospiti : “Se è opportuno rimuoverne una, essendo di fatto un doppione ?  Francamente conveniamo … !”. Dopodiché gli ospiti, con un largo sorriso sul volto, un’alzata di spalle ed un mare di ringraziamenti e cordialità, salutano e si allontanano, soddisfatti di aver trovato nel loro bel turismo itinerante anche … la città dalle iscrizioni su pietra simili nel contenuto l’una accanto all’altra !

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