di Christian Ciarlante

La cosa peggiore? Senza dubbio, l’incertezza. Mentre il virus continua a fare il suo mestiere, il governo non sa più che pesci prendere. Si continua, masochisticamente, a decidere di non decidere. Viviamo sospesi nell’attesa di vedere l’avvocato del popolo, apparire in tv, per non dire nulla. Ormai siamo abituati ai suoi inutili Dpcm.

E intanto l’indecisionismo regna sovrano nella politica nazionale e regionale. Si procede a tentoni, sempre un passo indietro, togliendoci ogni giorno qualcosa per farci abituare alle ristrettezze. La parola d’ordine è: “Domani vediamo”. Come, quando, arriva il momento di togliere il ciuccio al bambino che non puo’ farne più a meno. Una tattica insensata, un gioco psicologico pericoloso che mette a dura prova i nervi degli italiani. E poi ci si meraviglia che ovunque cresca la rabbia sociale.

A furia di lodarsi, il buon Conte, si è imbrodato. Il mancato rafforzamento del sistema sanitario, gli errori su scuola e trasporti (che non si vogliono ammettere), oggi pesano come macini. La luna di miele con gli italiani è terminata, il premier se ne faccia una ragione e la smetta di inseguire il consenso. L’opposizione, la pianti con i piagnistei, con la sindrome dell’abbandono e cerchi di collaborare per il bene del Paese.

Non si puo’ navigare sempre a favor di vento. Il governo decida qualcosa, basta temporeggiare, si vada avanti seguendo una direzione. L’annuncio dell’arrivo del vaccino a dicembre non incanta più nessuno, l’opinione pubblica vuole conoscere, subito, che cosa l’aspetta. Se il capo del governo, è capace di procedere mentendo la barra dritta, bene, altrimenti tolga il disturbo.

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