di Giovanni Minicozzi
La notizia è che la Torre Covid prevista all’ex hospice del Cardarelli, se mai si farà, non sarà pronta prima della fine del prossimo anno. Un progetto da rifare, dopo aver impegnato risorse oubbliche per oltre 700 mila euro, e da inviare al ministero per la definitiva approvazione.
Considerato che siamo ormai nel mese di Natale il nuovo progetto potrebbe essere approvato, se tutto va bene, entro il mese di marzo ma occorrono almeno otto mesi – come dichiarato più volte dal geometra Contessa per conto della ditta aggiudicataria – per realizzare l’opera.
L’altra notizia importante è che mentre riappare la torre degli asinelli, come un fiume carsico, contestualmente il funzionario della Regione , architetto Antonio Vetere, responsabile dell’ufficio edilizia sanitaria è andato in pensione e non è stato sostituito.
Dunque la favoletta diffusa da Toma inerente la realizzazione della torre entro la prossima primavera risulta non veritiera esattamente come la promessa reiterata dal duo Toma/Florenzano di attivare il centro Covid fin dallo scorso mese di marzo .Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex commissario Angelo Giustini per smentire alcune false notizie diffuse da una emittente televisiva locale.
“Non fu Arcuri a scegliere Florenzano come soggetto attuatore della torre ma tale incarico venne espressamente richiesto ad Arcuri dal presidente Toma e l’allora commissario all’emergenza il 9 ottobre del 2020 scelse l’Asrem come soggetto attuatore” ha precisato Angelo Giustini.Da ultimo è da sottolineare che dopo le promesse fatte dalla ministra Mara Carfagna circa i tre milioni e mezzo di euro aggiuntivi necessari per rifinanziare la torre quei soldi saranno prelevati dal fondo europeo destinato allo sviluppo e alla coesione sociale, ovvero la torre di Babele, se mai si farà, verrà rifinanziata con i soldi dei molisani.






























