Per il governatore Toma è tutto sotto controllo, non c’è nessun problema di rilievo in Molise. Sul bubbone scoppiato a Campobasso, si limita a dire che è sufficiente aumentare la vigilanza e parlare con i capi rom per risolvere il problema. Ovviamente, non manca un attacco al sindaco Gravina, seguendo le orme di Berlusconi. La domanda che ci poniamo dopo aver letto le dichiarazioni del presidente Toma è: Ma si puo’ governare una regione in emergenza sanitaria e in piena crisi economica in questo modo? Con i tentavi alla “Io speriamo che me la cavo”, il Molise corre grossi rischi sotto tutti i punti di vista. Ma d’altronde, come disse un uomo saggio, c’è un’unica certezza: “tutti dobbiamo morire prima o poi”.

Riportiamo integralmente l’articolo a firma di Silvia Mancinelli

Boom di positivi dopo funerale rom, Toma: “Ma il Molise è ancora virtuoso”

“Il Molise è ancora una regione virtuosa, a ieri sera il dato dei positivi a Campobasso era 125. La quota rom è intorno agli 80. Da considerare, però, che abbiamo una popolazione di quasi 50mila abitanti, 125 casi su 50mila sono facilmente controllabili”. Così, all’Adnkronos, Donato Toma, governatore della Regione Molise dopo il focolaio di coronavirus nella comunità rom dopo un funerale troppo ‘partecipato’ celebrato nel capoluogo il 30 aprile scorso. “Il picco c’è stato – commenta – ma si mantiene comunque nell’alveo della controllabilità. Il mio compito è quello di far curare le persone infette e non farne infettare altre. Che ci sia stato un comportamento irresponsabile da parte di chi è andato a dare le condoglianze, che la vigilanza doveva essere molto più attenta, e che la competenza sul territorio è del sindaco sono cose oggettive”.

E proprio al primo cittadino di Campobasso, il grillino Roberto Gravina, Toma assicura di aver manifestato tutta la sua contrarietà per quanto accaduto: “Il sindaco ha la sua tesi che sta sbandierando per mari e monti – dice il governatore – Io gli ho detto ‘Ma che cavolo ha fatto?’ e lui ha dato giustificazioni che per me non sono sufficienti. Tre secondi dopo, però, mi sono attivato con la Protezione Civile e con la sanità per arginare il contagio e abbiamo circoscritto il cluster. Ho parlato con i capi rom che mi hanno assicurato che avrebbero sensibilizzato la comunità a stare in quarantena – aggiunge – Con la Prefettura, il comitato di sicurezza provinciale, abbiamo concordato un servizio rafforzato di vigilanza dinamica”.

“Da sindaco non avrei mai permesso un funerale rom – incalza Toma – sappiamo i rom come agiscono, hanno usanze che vanno contenute. Quel giorno gli assembramenti e le condoglianze dovevano essere impediti, però del senno di poi sono piene le fosse. Abbiamo incrementato il numero di tamponi, ormai duemila quelli effettuati, perché stiamo circoscrivendo tutto il cluster. In questo momento abbiamo delle cifre ancora gestibili dalla nostra Protezione Civile e dalla nostra sanità, la nostra preoccupazione è semplicemente legata al fatto che sono famiglie numerose, abbiamo minori da tutelare e dobbiamo evitare discriminazioni perché poteva capitare a tutte le comunità”.

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