di Redazione
Anche la marineria di Termoli si mobilita per difendere il settore della pesca. Pescatori e armatori della città adriatica hanno annunciato un fermo volontario delle attività, aderendo alle iniziative di protesta promosse dalle marinerie dell’Adriatico. La decisione è maturata al termine di un incontro tenutosi presso il Mercato Ittico del porto di Termoli, durante il quale gli operatori hanno analizzato le criticità che da mesi gravano sul comparto. La flottiglia termolese, in stato di agitazione da circa quattro mesi, ha scelto di unirsi alle mobilitazioni già avviate lungo la costa adriatica per sollecitare risposte concrete da parte delle istituzioni. Tra le questioni più urgenti figura il mancato accesso al credito d’imposta destinato all’acquisto del carburante. Una misura annunciata da tempo ma che, secondo gli armatori, non è ancora operativa. «Sebbene la misura sia stata annunciata da diversi mesi – sottolinea Paola Marinucci dell’Associazione Armatori del Molise – non risultano ancora disponibili le procedure operative necessarie per la sua effettiva fruizione». A pesare sul comparto sono inoltre i ritardi nell’erogazione degli indennizzi relativi ai periodi di fermo pesca del 2023 e del 2024, risorse considerate essenziali per la tenuta economica delle imprese. Tra le preoccupazioni degli operatori rientra anche l’attuazione della misura Feampa 5.68, prevista per sostenere la commercializzazione dei prodotti ittici. I ritardi nell’applicazione dello strumento rischiano infatti di aggravare le difficoltà di un settore già alle prese con l’aumento dei costi di gestione e la riduzione dei margini di redditività. Gli armatori chiedono quindi interventi rapidi ed efficaci. «Urgono misure tempestive a sostegno del settore», ribadisce Marinucci, evidenziando la necessità di garantire certezze e strumenti adeguati a un comparto che rappresenta una risorsa economica e occupazionale strategica per il territorio. Attraverso il fermo volontario, la marineria termolese intende rafforzare il fronte comune delle comunità della pesca dell’Adriatico e richiamare l’attenzione del Governo e degli enti competenti sulle difficoltà che il settore continua ad affrontare.





























