di Giovanni Minicozzi

Negli ultimi mesi la popolazione residente nel Molise è passata da 294 mila abitanti a 290 mila. Lo certifica l’ultimo censimento dell’Istat che sottolinea anche la marcata denatalità dei nostri corregionali.

Dunque in pochi mesi la regione ha perso oltre 4 mila abitanti al netto del fenomeno (naturale?) della mancata procreazione. Rispetto alla vera e propria catastrofe demografica molti osservatori si dilettano a diffondere i dati allarmanti ma quasi nessuno analizza le cause del disastro che mette a rischio la stessa autonomia istituzionale.

Alla base del viaggio di sola andata che coinvolge migliaia di persone esiste la pressoché totale assenza di servizi (sanità e trasporti in primis), la crescente disoccupazione che non consente neanche di poter usufruire dei beni di prima necessità, la pessima qualità della vita per giovani e post giovani e la mancanza di qualsivoglia prospettiva futura.

In particolare il pessimo sistema sanitario costringe le giovani coppie emigrate per lavoro a ricongiungersi con i propri familiari che raggiungono i figli nelle città più svariate del mondo con conseguente ulteriore spopolamento del Molise. Nessuno si preoccupa di fronteggiare la grave emergenza a partire dalla politica locale e regionale che appare immobile, annichilita, avvitata su se stessa e non in grado di affrontare e risolvere le cause della desertificazione molisana.

Con tali premesse diventa inevitabile contare altre migliaia di emigrati che il prossimo censimento Istat regalerà ai politici nostrani distratti e incapaci.

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