Molise: terra di buon cibo, di buone abitudini, escursioni nella natura, aria pulita e… diabete! Ebbene sì, anche se sembra essere un po’ un controsenso, il Molise svetta nelle prime posizioni della classifica delle regioni italiane più colpite da questa patologia.
Le cause?
Sicuramente la troppa abbondanza nei piatti delle nostre tavole e la sedentarietà atavica. Le notizie dal fronte poi non sono di certo confortanti, infatti nei prossimi decenni il numero di diabetici sarà destinato ad aumentare drasticamente. Ad oggi le terapie per questi pazienti costano al Sistema Sanitario Nazionale attorno al 9% del bilancio, ovvero circa 8,26 miliardi di euro ogni anno (fonte: diabete.net). A causa di ciò e della bassa qualità di vita, la ricerca scientifica ha moltiplicato gli sforzi, cercando di scoprire nuove terapie che possano indurre una remissione totale della malattia.
Un esempio è dato dall’utilizzo delle cellule staminali, ovvero cellule primordiali definite anche “non specializzate” in grado di potersi trasformare in diverse cellule del nostro corpo. Un individuo adulto possiede poche cellule staminali, dislocate in diversi distretti dell’organismo (pelle, intestino, midollo osseo, ecc.), alcuni meno accessibili di altri. Quelle chiamate “ematopoietiche” invece si trovano facilmente nel sangue e sono per questo motivo molto utilizzate nella terapia di diverse malattie, compreso il diabete di tipo 1.
Questa forma di diabete è conosciuta per essere autoimmune cioè causata da un malfunzionamento del nostro stesso sistema immunitario, che riconosce come “cattive” le cellule del pancreas che producono insulina, l’ormone capace di abbassare la concentrazione di zucchero nel nostro sangue (glicemia), e distruggerle.
Qualche anno fa, in uno dei laboratori in cui ho lavorato, abbiamo scoperto che prelevando le cellule staminali dal sangue da pazienti diabetici e trattandole opportunamente riuscivamo ad avere, in provetta, una diminuzione della risposta immunitaria.
Ma questo cosa vuol dire?
Semplicemente che in futuro si potranno prelevare le cellule staminali dai pazienti, trattarle in provetta, e infine risomministrarle agli stessi pazienti per avere una diminuzione dell’aggressività del sistema immunitario verso il pancreas e quindi avere terapie più mirate e durature.
Ovviamente la strada verso questo risultato è molto lunga, per cui al momento cerchiamo di mangiare meglio e muoverci di più!
Francesca Rocchio nasce ad Isernia e si laurea in Biologia Molecolare e Cellulare a Siena. Ottiene il Dottorato di Ricerca in Biotecnologie Farmaceutiche ed Alimentari nel 2016 presso l’Università del Piemonte Orientale. Appassionata di “segnalazione cellulare” ha svolto attività di ricerca in diversi campi tra cui quello diabetologico.
Il 3 Aprile sarà all’Holzhaus di Isernia per presentarvi gli ultimi risultati in materia di cellule staminali ematopoietiche e diabete durante l’evento “AIRItalks: la Scienza al Pub.
Per chi volesse approfondire:
- https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fimmu.2018.01387/full#h4 (Articolo scientifico in inglese)
- https://www.diabete.net/la-diffusione-e-i-costi-del-diabete/conoscere-il-diabete/tutto-sul-diabete/31009/
- https://www.wired.it/scienza/medicina/2015/03/13/10-cose-cellule-staminali/?refresh_ce=






























