“Le linee programmatiche dettate dal sottoscritto nel pieno rispetto delle mie funzioni non sono state attuate a causa dei ritardi e dell’inadempienza dell’organo attuatore. Data dunque l’impossibilità di poter operare in una situazione che vede anche il mancato supporto del Ministero competente, comunica le sue dimissioni”.
Nelle frasi finali delle motivazioni è racchiuso il significato di tre pagine di fuoco che sono solo l’esordio di ciò che potrebbe accadere in Molise impegnato nella ricerca di responsabilità della cattiva gestione della pandemia. Le dimissioni irrevocabili del Commissario ad acta della sanità molisana erano ormai nell’aria. Dopo essere stato raggiunto dall’avviso di garanzia, Angelo Giustini ha ritenuto opportuno con i suoi legali, Giuseppe Stellato e Danilo Leva (legatissimi al ministro per la salute Roberto Speranza), lasciare il ruolo istituzionale per potersi meglio muovere nella sua difesa ed essere libero di poter raccontare fatti e atti che in un anno di pandemia hanno ridotto il Molise nella culla della morte.
Tre lunghe pagine di motivazioni in cui il generale riassume, in estrema sintesi, due anni di atti compiuti durante il commissariamento e un anno di pandemia. Racchiudendo, in definitiva, un concetto abbastanza chiaro nelle sue parole: la struttura commissariale ha potere di programmazione, l’Asrem di attuazione: io ho emanato decreti su decreti, anche in disaccordo con la mia sub commissaria Ida Grossi. Ho inviato note, solleciti eppure chi aveva il dovere di attuare quegli “acta” non ha adempiuto al proprio compito è in definitiva il concetto racchiuso nelle dimissioni. Ed elenca gli atti, Giustini. Non tutti, ovviamente. Partendo dal 2019, quando scopre che nel bilancio della sanità molisana ci sono 9 milioni di ammanco.
E da lì parte la guerra con il governatore. Giustini chiede alla Regione (ossia a Toma) di trasferire alla sanità gli importi dovuti, Toma non lo fa. Giustini denuncia tutto alla Procura della Corte dei Conti bocciando, con decreto 76, “il bilancio di esercizio 2018 della GSA in quanto le risorse rinvenienti dalle fiscalità sono solo parzialmente iscritte”. Ricorda di aver presentato il nuovo Piano Operativo Sanitario 2019-201, “ancora al vaglio del Ministero”, lasciando individuare anche responsabilità nei ritardi.
Ricorda al ministero, e quindi al governo, che ci sono concorsi bloccati in Molise tenuti fermi al palo dall’Asrem. Ed oggi, in pandemia, ci si lamenta che non c’è personale. Neppure i vari solleciti sono serviti a far smuovere il dg Asrem nominato da Donato Toma. Fino ad arrivare allo scoppio della pandemia, al Piano Covid presentato a Roma con la sua firma. “Secondo le indicazioni del Governo nazionale, l’unico deputato a presentare un Piano Covid per la riorganizzazione della rete ospedaliera Covid era il Commissario ad acta” scrive.
Invece “al contempo altri soggetti, non legittimati ad apporre la loro firma su un atto di programmazione, presentano un Piano alternativo” al Covid Hospital al Vietri voluto dal Commissario. Ricorda la sua netta opposizione, a dicembre 2019, quando il Tavolo Tecnico gli chiese di ritirare gli accreditamenti alle strutture private accreditate che avrebbe significato ulteriori posti letto in meno e possibilità di cure per i molisani in piena pandemia. Nell’elenco finisce la nota con prot. 9247 di gennaio 2021 in cui chiede a Florenzano, ossia all’Asrem, di intervenire ad eliminare le gravi inadeguatezze riscontrate dai Nas nei tre ospedali molisani.
Ma non accade nulla. Ricorda ancora i cluster di medicina e chirurgia al Cardarelli e all’atto inviato a tutte le autorità competenti per conoscenza ma ad Asrem che doveva attuare quanto da lui scritto, per liberare il Cardarelli di Campobasso dai Covid e procedere alla sanificazione dell’ospedale che, infetto, era inadeguato ad ospitare la rete dell’emergenza-urgenza in quanto “unico hub di I Livello”. Ricorda la disponibilità di Neuromed a fornire personale e attrezzature per posizionare pazienti paucisintomatici a Larino, cosa programmata anche con l’Ok del Ministero con decreto 14 ma mai realizzata.
“La stessa sera il presidente della Regione Molise convoca d’urgenza l’Unità di Crisi dietro forti pressioni del dg Asrem a causa dell’assenza di posti letto nelle strutture pubbliche. All’unità di crisi partecipano il dott. Guizzardi e la dott.ssa Condorelli per conto della struttura privata accreditata Gemelli SpA e il dott. Aldo Patriciello per conto dell’IRCSS Neuromed. A maggioranza si ravvisa l’urgenza di utilizzare il personale individuato per Larino presso la struttura Gemelli SpA che metteva, subito, a disposizione i posti letto necessari ad horas e per buon senso dispongo la “sospensione” dei lavori a Larino”.
Intanto c’è attesa per la prossima settimana quando il generale della Guardia Finanza sarà ascoltato dal procuratore D’Angelo.
Nel frattempo non si arresta l’ondata di decessi in Molise che però, nonostante tutto, torna ad essere zona arancione. Questo dove essere, ma a seguito di un accordo tra Toma e Speranza, il Molise resterà zona rossa ancora per una settimana, in via precauzionale.

































