di Redazione
È approdata in Consiglio regionale l’interpellanza a firma del consigliere Roberto Gravina (M5S), depositata lo scorso 1° giugno e avente ad oggetto la Deliberazione del Direttore Generale ASReM n. 964 del 29 maggio 2026, con la quale era stato nominato Direttore Sanitario il dottor Nicola Rocchia, poi costretto a rinunciare all’incarico nel giro di tre giorni per l’assenza dei requisiti di conferibilità previsti dal d.lgs. 39/2013.
Una vicenda che il M5S con il consigliere Gravina aveva ricostruito passo dopo passo: dalla denuncia della candidatura di Rocchia alle elezioni regionali del 2023 in un collegio che comprende il territorio ASReM — motivo di inconferibilità ai sensi dell’art. 8 comma 1 del d.lgs. 39/2013 —, fino alla richiesta di scuse pubbliche rivolta all’azienda sanitaria per aver sottoscritto un contratto senza le verifiche dovute.
Nel suo intervento in Aula, Gravina non ha usato mezzi termini: «Siamo di fronte a fatti gravi, gestiti male sia sul piano comunicativo che su quello amministrativo, nel tentativo evidente di mascherare un errore che era stato commesso», ha dichiarato il consigliere M5S. «ASReM dovrà spiegarci quali attività abbia realmente svolto per verificare le cause di inconferibilità della nomina di Rocchia: una nomina che era stata presentata ufficialmente, come un fatto già compiuto, salvo poi doversi smentire da sola, mettendo in imbarazzo prima di tutti lo stesso dottor Rocchia. Con questo modo di operare, come si può pensare di rinnovare a breve l’incarico al Direttore Generale Di Santo, che nel frattempo ha scelto per la Direzione Sanitaria un profilo proveniente da fuori regione, una decisione che dà adito a mille speculazioni politiche?».
A rispondere all’interpellanza è stato il sottosegretario alla Presidenza Vincenzo Niro, che ha dato lettura dei documenti trasmessi dagli uffici competenti, premettendo che il tema, per la mole di approfondimenti che richiede, imponeva “una puntuale risposta”. Nel merito, sulla base degli scritti forniti dalle strutture competenti, il sottosegretario ha chiarito un punto decisivo: la scelta del Direttore Sanitario è competenza esclusiva del Direttore Generale dell’ASReM, e la Regione non è stata informata delle verifiche svolte sulla conferibilità dell’incarico. Le strutture regionali, ha specificato Niro, non sono mai state coinvolte: ogni passaggio andava esplicitato dall’azienda sanitaria.
Per Gravina, la ricostruzione fornita dalla Giunta conferma punto per punto quanto sostenuto dal M5S fin dal primo giorno: «È la stessa Regione, con tanto di atti ufficiali, a certificare che la responsabilità di questa vicenda ricade integralmente su ASReM e sul suo Direttore Generale. Nessun coinvolgimento, nessun passaggio condiviso: le verifiche mancate, la delibera scritta male, la marcia indietro dopo tre giorni sono tutte scelte che appartengono esclusivamente a Di Santo», dichiara il consigliere M5S.
Una responsabilità che, secondo Gravina, pesa già oggi sul futuro del Direttore Generale, il cui contratto scadrà tra pochi mesi: «Alla luce di quanto emerso oggi in Aula, è difficile immaginare come si possa pensare a una riconferma. Chi ha gestito con tanta approssimazione un passaggio delicato come la nomina del Direttore Sanitario, arrivando a smentire se stesso nel giro di tre giorni, non offre le garanzie che i molisani sono legittimati ad attendersi da chi guida l’azienda sanitaria regionale».
Alla vacanza della Direzione Sanitaria, protrattasi per settimane dopo la rinuncia di Rocchia, è seguita nei giorni scorsi la nomina del dottor Carmine Lauriello, formalizzata dal Direttore Generale Giovanni Di Santo. Una nomina, questa volta, arrivata non dalla graduatoria degli idonei costituita in Molise — la stessa da cui era stato attinto il nome di Rocchia — ma da un elenco regionale della Campania.
«Prendiamo atto che la casella è stata riempita», dichiara Gravina, «ma restano le domande che da mesi rivolgiamo ad ASReM e che l’azienda continua a non voler affrontare nel merito. Perché non si è attinto dalla graduatoria molisana già esistente, quella stessa da cui era stato individuato Rocchia? Che fine ha fatto quell’elenco? E soprattutto: esiste una valutazione comparativa tra i profili idonei, oppure anche questa volta la scelta è avvenuta senza una griglia di criteri oggettivi e verificabili? Sono le stesse domande che ponevamo un mese fa, e che oggi si ripropongono identiche, solo con un altro nome al posto di quello precedente».
Per il consigliere M5S, «andare a cercare un dirigente fuori regione, saltando una graduatoria regionale già formata e verificata, non è di per sé un’irregolarità, ma è quantomeno una scelta che merita una spiegazione pubblica, soprattutto dopo la figuraccia di maggio. I molisani hanno diritto di sapere se le nomine nella sanità regionale rispondono a criteri trasparenti o a logiche che restano, ancora una volta, indecifrabili dall’esterno», dichiara Gravina.
Nel chiudere il proprio intervento in Aula, il consigliere M5S ha voluto lasciare l’ultima parola proprio alla replica del sottosegretario: «Comprendo la difficoltà di chi è chiamato a difendere l’indifendibile, spiegando ciò che è accaduto, e non me ne voglia il sottosegretario Niro, che ha dovuto leggere quella risposta», ha dichiarato Gravina. «Ma dalle sue stesse parole ricaviamo, di fatto, la certificazione delle responsabilità di Di Santo. Dire che ASReM si è attivata correttamente e che non c’è stato alcun danno è poco convincente, per come sono andati davvero i fatti».
«Se la minoranza in Consiglio regionale non avesse rilevato un fatto che era ormai di dominio pubblico, lo troverei offensivo per i molisani», ha proseguito Gravina. «Spiegatemi perché si sceglie di dare comunicazione ufficiale della sottoscrizione di un contratto e solo dopo procedere alle verifiche del caso, e non viceversa. Di fronte a un errore marchiano ed evidente, oggi, a un mese di distanza, la Regione ci fa sapere che valuterà se acquisire il fascicolo su quanto accaduto. E il primo responsabile delle mancanze di Di Santo è il Presidente Roberti, che ancora non ha deciso se valutare l’operato del Direttore Generale e di ASReM», conclude Gravina, annunciando che continuerà a seguire la vicenda anche nelle prossime sedute di Consiglio.




























