Il leader grillino non sa dove trovare i soldi per mantenere le sue promesse e vaneggia: “Faremo il reddito di cittadinanza a colpi di debito e se non basta stamperemo moneta”. Con le sue idee strampalate di Maio non trova più il bandolo della matassa e sta perdendo la testa alla ricerca di soluzioni per non deludere i suoi elettori.

Il Ministro si sta trasformando in un pifferaio magico che potrebbe condurci verso il baratro. Nel caso non si realizzasse il reddito di cittadinanza ci sarebbe la possibilità di incorrere nell’ira furibonda dei tanti che hanno votato i 5 Stelle. Salvini ha detto chiaramente che i soldi per le riforme arriveranno da tagli agli sprechi dei servizi pubblici e del welfare sanitario.

Quando la coperta è corta c’è sempre il rischio di scontentare qualcuno. Ogni giorno è sempre più evidente che Di Maio, mosso dall’esigenza di preservare il consenso popolare, si improvvisi giocatore delle tre carte. I soldi per finanziare la misura non ci sono. Dunque le risorse per finanziare la riforma bisogna trovarle in altro modo. Ma siccome non si possono sforare i limiti di bilancio imposti dall’adesione ai trattati europei, l’unica strada è tagliare la spesa pubblica.

E poiché non si possono toccare gli sprechi e le inefficienze che garantiscono i voti di clientela e le rendite che sono la vera causa del declino del paese, si propone il taglio della sanità e a seguire del sociale. Il leader pentastellato sta giocando un gioco pericoloso, con conseguenze del tutto imprevedibili sul sistema socio-economico italiano, che rischia di portarci nel baratro.

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