di Tonino Atella
Segno inequivocabile della gran voglia di tutti di ripartire e partecipare dopo il biennio ultimo di silenzi ed assenze causa covid.
Era tangibile, come suol dirsi “era nell’aria”, e Venafro e i venafrani l’hanno confermato in pieno. In diverse centinaia d’ambo i sessi e di ogni età si sono ritrovati infatti intorno alla mezzanotte scorsa sul piazzale della Basilica di San Nicandro per entrare nell’attiguo Convento Francescano accolti dai Frati Francescani e quindi dar vita all’affollatissima, bella, simpatica e tradizionale “Bandarella”, il tipico e popolare ritmo musicale per le strade cittadine ad annunciare a tutti la festa patronale. Un’autentica festa di folla, con tanta intensità emotiva ed altrettanto piacere sul volto di tutti, prontissimi ad intonare in coro (come da video allegato) “Sciogliam di lode un cantico, o popol venafrano …”, l’Inno popolare in onore dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria scritto nel 1881 dal poeta Raffaele Atella e musicato dal canonico Domenico Criscuolo, prima appunto di portare la popolarissima “Bandarella“ per le strade e sulle piazze cittadine, divertendo e coinvolgendo tutti che dalle case si sono svegliati volentieri, affacciandosi a finestre e balconi in segno di ringraziamento e gratitudine verso protagonisti ed interpreti del tipico ritmo notturno che annunciava la festa. Così, nel solco della più genuina e schietta delle tradizioni popolari, ossia con la “Bandarella”, Venafro ha aperto il sipario sulle festività patronali 2022, evento attesissimo dopo l’ avvilente ultimo biennio di silenzi ed assenza di qualsivoglia iniziativa.




























