di Redazione

Per Zalone era un’aspirazione il posto fisso, tanto da diventare per lui un vero tormento. Ci riuscirà con la tecnica della “spinta”- la raccomandazione di un senatore per farlo entrare in Comune. Di tecniche evidentemente ce ne sono diverse, alcune anche legali, legittime, pensa un po’! E questo fa pensare eccome… ma la legge è legge, non si discute. E se un fortunato ingegnere viene “richiesto” e scelto, direttamente da un Ente Pubblico, partecipato dalla Regione Molise come il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, cosa possiamo dire? Niente. Neppure se questo ragazzo è il figlio del Vicepresidente del Consiglio Regionale ed ex Consigliere dello stesso Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro? Teoricamente no, non si può dire niente. Infatti, dice la mamma, “mio figlio ha seguito una procedura legittima” (e infatti ha ragione) “così come l’hanno seguita altre persone che lavorano, come hanno scelto di fare tanti giovani competenti che legittimamente hanno deciso di mettersi al servizio della propria terra, ma si è scelto di colpire un ragazzo per il solo fatto che è mio figlio.” Però, al netto dei diritti sacrosanti, mai disconosciuti del professionista assunto, una certa etica, preferirebbe altre e più opportune modalità di assunzione, proprio per lo status ante e attuale della propria madre. Perciò, non nascondiamoci dietro un dito, al di là dei meriti professionali acquisiti con impegno dal giovane ingegnere e figlio del Vice Presidente del Consiglio Regionale, un amministratore accorto, rispettoso dell’etica pubblica avrebbe potuto trovare altre soluzioni ed evitare imbarazzi un po’ a tutti. E non ci riferiamo soltanto alla madre del fortunato “posto fisso”. Infatti nulla deve dirsi sulle qualità professionali di questi, ma possiamo sorvolare sulla scelta fatta per assumerlo? Certo pensare male si fa peccato… ma almeno ci sia l’idea del rispetto per chi non può neppure averla, una simile possibilità! Possiamo, cioè, non biasimare chi, anche se in maniera perfettamente legale, ha provveduto a richiedere questa figura professionale come sola ed unica scelta? Il quale non ha proprio pensato che fosse, quantomeno poco opportuna? Soffermarsi su questo aspetto, dunque, non è sbagliato, perché non si capisce perché è stato permesso ciò. Qualcuno ha detto che il giovane professionista non ha colpe (e questo è vero), che il Comitato esecutivo del Consorzio ha rispettato le regole (e anche questo è vero), che la mamma…beh la mamma è sempre la mamma, allora di cosa si sta parlando? Del rispetto che chi è preposto a amministrare un ente a qualsiasi livello, deve ai cittadini, nessuno escluso! Alla dignità di tanti che non sono né figli di cotanti politici, né di chi nemmeno se lo chiede cosa sta per fare. O no? No perché in Inghilterra, per esempio, il Consigliere si sarebbe già dimesso e se non l’avesse fatto glielo avrebbero chiesto a muso duro così come avrebbero fatto per quelli del Consorzio. Già, in Inghilterra.. Il Molise che con questi esempi rientra a pieno titolo in quelle zone estreme del mondo che spesso identifichiamo con un altro nome, ha il diritto di esenzione da questi doveri morali. E il resto della politica, cosa dice in proposito? Qualcuno ha parlato, molti altri no, perché Il silenzio serve a fare scemare la situazione, la tattica di coprire le figuracce in attesa di tempi migliori: con tutti sti problemi, la gente ha altro a cui pensare, dimenticherà in fretta. La politica non farà nulla, perché dovrebbe dire al Vice Presidente del Consiglio Regionale di dimettersi, appunto, dirle in faccia: ma chi ti credi di essere? Aeeeee proprio sotto Natale? Comunque non è alla premurosa mamma che ci si rivolge, ma a chi doveva pensare che sarebbe bastato un concorso e avere il coraggio di indirlo, visto che se sei bravo, puoi farcela. Poi vada come vada. La cosa che fa più rabbia è che le vittime, paradossalmente, sono e restano soltanto il fortunato ingegnere bersagliato da ogni dove, e gli sprovveduti esecutori che hanno dato vita a una situazione che questo territorio non merita. La politica anche in questo caso si salva, come spesso accade, sia come istituzione sia come mamma. Il Molise tutto sommato pure, è una entità a uso e consumo di chi ha la polvere per sparare, chi lo prende al solito posto sono i molisani che siccome la procedura è legittima, possono dire poco o niente, anzi, stando così le cose devono fare pure le scuse a questi signori. Ma che, veramente..!

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