di Tonino Atella
Tanti i consorziati che pagano tributi, ma ad amministrare il Consorzio di Bonifica di Venafro -il discorso va comunque esteso a tutti gli enti consortili italiani essendo la situazione ovviamente analoga sull’intero territorio nazionale- provvedono sempre e solo quelli che versano in più, esattamente i mega possidenti terrieri iscritti nella cosiddetta “terza fascia” dei contribuenti in ragione dei tributi corrisposti in base alle proprietà possedute. In effetti stante la legge in vigore risalente al periodo regio (!) i consorziati oggi sono suddivisi in tre fasce, ma prima addirittura erano differenziati in quattro fasce, con l’ultima delle fasce riservata ai mega possidenti, ossia alla ristretta cerchia degli storici latifondisti venafrani. Costoro godevano chiaramente di una messe tale di voti da condizionare ed amministrare continuativamente in prima persona la stessa vita consortile, fruendo per l’appunto della particolare legge istitutiva dei Consorzi.

Un bel giorno si convenne di abolire la quarta fascia e di accorparne gli iscritti ai contribuenti della terza fascia. L’innovazione ha apportato mutamenti sostanziali in tema di partecipazione democratica e dei diritti paritari di tutti i contribuenti consortili ? Assolutamente no ! L’amministrazione consortile è passata sic et simpliciter -oggi infatti la situazione è sempre tale- dall’abolita quarta fascia alla terza fascia, restando però sempre, saldamente e solo nelle mani dei possidenti terrieri. La massa dei contribuenti di prima e seconda fascia ? Mentre sono tenuti per la citata legge “regia” del 1933 a versare tributi, restano invece giocoforza esclusi dall’amministrazione dell’ente stante l’esiguità dei voti loro assegnati in ragione dei tributi che versano ! Tutt’altro discorso per la terza fascia che fruisce di più voti versando in più. Ossia in pieno terzo millennio nei consorzi di bonifica di tutt’Italia vige il principio del … “CHI PIU’ PAGA, PIU’ COMANDA !”. Ad onor del vero nel 2005 ci fu una prima volta, cioè un’eccezione “storica” con la designazione di un presidente di seconda fascia, ma si trattò appunto della classica “eccezione che conferma la regola”, tanto che si tornò subito dopo alla terza fascia per il vertice consortile e da allora le cose così continuano a proseguire. In effetti oggi alla presidenza del Consorzio di Bonifica venafrano risulta designato un contribuente di terza fascia, ossia un mega possidente, con le altre due fasce relegate all’angolo quanto a partecipazione amministrativa e a diritti paritari.

Ed allora qualche considerazione conclusiva. La norma del 1933 (!) -tra poco bisognerà apprestarsi a festeggiare il primo secolo di vita …- lo contempla e tutto è assolutamente in regola. Ma in punto di diritto e di partecipazione paritaria del consorziato contribuente è proprio tutto a posto o c’è qualcosa che “scricchiola” ? Ossia, per dirla tutta, è giusto che io che ho di più, valga giuridicamente più di te che hai di meno ? Certo, stiamo trattando dei Consorzi di Bonifica istituiti con legge regia d’inizio ‘900, ma nel frattempo siamo andati sulla Luna, ne siamo tornati, poi siamo partiti per Marte, qualcuno dagli Usa intende colonizzare lo spazio, intanto da Marte arrivano filmati bellissimi ed unici dai robot ad alta tecnologia, all’italiano Giorgio Parisi è stato appena assegnato il Nobel per la Fisica (congratulazioni vivissime all’illustre fisico teorico dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Vice Presidente dell’Accademia dei Lincei, premiato per le sue ricerche sui sistemi complessi), ma da noi in Italia che continua a succedere ? Niente ! Sempre assolutamente ligi ad una legge del 1933, a scapito dei diritti della massa dei contribuenti della bonifica consortile italiana! Cioè, mentre in tutti gli altri seggi elettorali italiani per elezioni amministrative o politiche si è tutti assolutamente uguali e possessori di un unico voto, nei seggi elettorali consortili italioti accade tutt’altro stante il datatissimo criterio regio del … chi più paga, più comanda! Francamente, in tutta modestia, ma in punto di assoluta convinzione democratica sono in tanti che non riescono affatto a concordare. Dal che l’urgente necessità di adeguare i Consorzi di Bonifica dell’intera Penisola ai tempi nuovi che si vivono e che parlano di democrazia, uguaglianza, parità e partecipazione di tutti senza prevaricazione di sorta.






























