Se il 2015 ha fatto esultare gli automobilisti di tutta Italia, ha però ingrigito le giornate delle massaie e delle famiglie che si son visti aumentare il prezzo del pane. Il prezzo del barile scende, quello dei derivati dalle farine aumenta vertiginosamente .
Il costo del carburante é sceso di diversi punti percentuale tanto da far segnare sulle colonnine dei distributori prezzi assai competitivi. Qualche compagnia ha raggiunto addirittura minimi storici mai toccati soprattutto in questi ultimi mesi.
Cosa succede invece al prezzo del grano e di conseguenza al costo delle farine? Negli ultimi due anni l’aumento ha superato il 70 percento. E questa mattina i consumatori del classico pane italiano, quello per capirci, che si acquista nelle panetterie é lievitato del 15 percento. Più 50 centesimi su una pagnotta da 2kg.
Il pane è tra i beni di primissima necessità e scandisce le fasi storiche di ogni popolo. Il suo consumo determina il grado di benessere di una comunità, è un indicatore che segna lo sviluppo di una civiltà. Se si dovessero registrare difficoltà globali nell’acquisto del pane significherebbe che si é ormai vicinissimi alla recessione.
Com’è possibile il rincaro in questa prima decade del nuovo anno, se lo scorso 19 dicembre le banche dati hanno riportato tutte il “fermo” del prezzo fissato a Bologna?
Sicuramente le associazioni di categoria, potranno rassicurare i consumatori e spiegare questo aumento imprevisto e forse sconsiderato.
Carla Ferrante































