di Lisa Gherardini
Assessori regionali pronti a scendere in campo direttamente. Assessori regionali che rilasciano dichiarazioni contro le posizioni del proprio partito per le comunali. Partiti nazionali che a tre giorni dalla presentazione arrivano a stento al numero minimo dei candidati per la formazione di una lista. E’ questa la situazione nella zona Toma/Melogli per le comunali di Isernia.
Il governo Toma, questa volta, si gioca la partita della vita: una eventuale sconfitta alle amministrative significherebbe la bocciatura dell’operato dell’intero governo regionale degli ultimi 3 anni e mezzo.
A via Genova il clima è incandescente. Quasi nessuno guarda alle problematiche della città di Isernia, altrimenti negli ultimi tre anni e mezzo si sarebbero messe in campo politiche regionali per lo sviluppo e l’occupazione. Ma su tutti vale il dictat: bisogna sbarazzarsi dell’anti Toma per eccellenza, ossia di Michele Iorio. Che stavolta ha messo tutti nel sacco no lasciandosi ingabbiare in una posizione solitaria. Il suo gruppo, confluito nel partito di Fratelli d’Italia, è uscito dal tentativo di isolamento politico che volevano raggiungere i capoccioni della politica regionale. L’accordo con il candidato sindaco Cosmo Tedeschi è la vera novità di questa competizione elettorale da cui potrebbe partire un progetto di più ampio respiro per il futuro prossimo. Se vero che da un lato l’obiettivo di Iorio per il 2023 è quello di sbarazzarsi dei personaggi che negli ultimi 10 anni si sono alternati tra destra-sinistra-destra mandando nel baratro il Molise, è altrettanto vero che oggi la concentrazione è tutta incentrata sulle comunali di Isernia. Anche qui, magari sbarazzandosi di personaggi che in questi anni hanno dimostrato di essere inadeguati al ruolo che gli era stato assegnato. Così dalla Regione Molise Donato Toma scende in campo in prima persona a sostegno di Melogli dichiarando pubblicamente che dopo la presentazione delle liste rivedrà le deleghe assessorili.
Così si apprende che l’assessore al Lavoro e alle Politiche sociali Mena Calenda pare abbia deciso di candidarsi con la lista dell’UDC, unica disposta ad ospitarla dopo la figuraccia rimediata con la giravolta regionale passando dalla mozione di sfiducia a Toma ad assessora. Se così fosse, Isernia potrà fare arrivare un primo segnale alla Calenda come Bojano lo ha fatto arrivare al presidente del Consiglio regionale bocciando alle comunale dello scorso anno Salvatore Micone. Mena Calenda, dal canto suo, si dice abbia stretto un patto anche per le prossime regionali con il partito del doppio forno che potrebbe trovarsi indistintamente a destra o a sinistra, a seconda della convenienza.
I Popolari dell’assessore regionale ai lavori pubblici Vincenzo Niro e del consigliere regionale alla digitalizzazione Andrea Di Lucente non riescono a fare neppure una lista con il numero minimo di 22 candidati su 32. Ecco allora arrivare l’alleanza con Italia Viva, così da avere il simbolo di Renzi unito a quello dei Popolari. Tra i favoriti alla carica di consigliere si dice ci sia il proprietario della Gea Medica Di Luozzo che potrebbe soffiare il primato dell’elezione all’altro candidato, il vice sindaco uscente Cesare Pietrangelo uomo di punta di Aldo Patriciello.
La Lega pare non riesca a superare il numero minimo dei candidati (21 su 32), il che, per un partito nazionale, dire che sarebbe una figuraccia sarebbe un complimento. Fino a sabato, giorno di presentazione, c’è tempo. Con un Jari Colla che ormai ha delegato completamente i lavori rimettendo tutto nelle mani del consigliere uscente Testa e affidandosi all’acume politica di Annaelsa Tartaglione affiancando il partito di Salvini a quei famosi “giochetti di Toma” che appena lo scorso 18 marzo 2021 aveva dichiarato all’Ansa “non ci appartengono”.
Tra tutti gli assessori regionali quello più a rischio è l’eletto in Fratelli d’Italia: Quintino Pallante. Lui avrebbe dovuto dare la garanzia che il partito di Giorgia Meloni sarebbe rimasto filo governativo e avrebbe appoggiato Melogli. Non facendo i conti con la realtà locale che, oltre ad avere un forte senso critico verso il sindaco D’Apollonio, non ha mai nascosto neppure l’insofferenza verso un governo regionale distinto e distante dai bisogni dei cittadini. Già con la mozione di sfiducia Pallante non ha adempiuto al suo ruolo di traghettatore. Oggi, con le comunali di Isernia, l’assessore si trova a dover scegliere di dire pubblicamente ai cittadini di non votare il partito di Giorgia Meloni, schierato apertamente con Cosmo Tedeschi, e di appoggiare la candidatura di Melogli. Ecco allora apparire sugli schermi delle tv locali l’assessori ai trasporti che lancia il suo messaggio in politichese. In evidente imbarazzo e sapendo che la sua fedeltà a Donato Toma potrebbe costargli il futuro politico.
Perché gli isernini dovranno scegliere: Tedeschi o Castrataro, che certamente non rappresentano le diramazioni del governo regionale, oppure dare fiducia a Melogli e, quindi, rimettere la città di Isernia nelle mani di Toma, Patriciello, Niro, Pallante, Tartaglione.






























