di Christian Ciarlante
“Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”. Lo diceva Giovanni Falcone, ma a quanto pare le sue parole non valgono per tutti. Mentre il Molise brucia e la mafia continua ad allungare i suoi tentacoli in regione, come si legge nella relazione della Direzione investigativa antimafia al Parlamento, il governatore Frattura si starà godendo (probabilmente) ancora le sue meritate vacanze e sulle questioni scottanti preferisce tacere.
La sfortuna ha voluto che durante il suo periodo di riposo è esplosa l’emergenza incendi e la Dia ha pensato bene di metterci in guardia sui pericoli della mafia in espansione in Molise, ma per il presidente della Giunta regionale rientra tutto nella normalità e non ha avvertito minimamente l’esigenza di rassicurare i molisani con un suo intervento in merito. Il massimo rappresentante delle istituzioni regionali non può e non deve essere silente su argomenti che interessano da vicino l’opinione pubblica.
Un silenzio assordante che non trova giustificazioni: evidentemente il governatore ha altro a cui pensare. Non è solo Frattura a giocare al gioco del silenzio, ma è un po’ tutta la politica regionale a balbettare. Il senatore Ulisse di Giacomo in un post su Facebook ha scritto: “Alla ripresa dei lavori parlamentari chiederò conto della dura relazione della Direzione Distrettuale Antimafia che individua il Molise come crocevia della malavita organizzata. Al di là delle responsabilità del governo regionale (evidentemente impegnato in altro…) chiederò al governo nazionale di riferire sui comportamenti colpevolmente omissivi tenuti da chi in regione avrebbe dovuto vigilare, controllare e prevenire (anche loro evidentemente impegnati in altro…)“.
L’emergenza incendi è stata gestita male e solo grazie al lavoro incessante dei Vigili del Fuoco, dei volontari e dei Carabinieri della Forestale si è riusciti ad evitare il peggio. Sono andati in fumo ettari ed ettari di terreno, per due settimane il territorio di Venafro è stato abbandonato a se stesso. Servivano gli elicotteri, ma il Molise è una delle sei regioni italiane che non ha elicotteri. C’è chi si è chiesto se ha un senso che questa Regione esista ancora.
Con l’attentato di Santa Croce di Magliano si chiude per il Molise un mese di agosto da dimenticare. Anche in questa occasione, fortunatamente, non ci sono state vittime, ma ciò non toglie che siamo di fronte ad un episodio inquietante sul quale sarà necessario fare piena luce. Il Sindaco di Santa Croce ha parlato chiaramente di episodio “mafioso”. Il Molise è stato abbandonato dalle istituzioni, la regione rischia di essere coinvolta in faide criminali che stanno interessando la vicina Puglia.
“Presidente Frattura, se ci sei batti un colpo!” Con il silenzio non si risolvono i problemi.






























