di Giovanni Minicozzi

A distanza di due giorni dalla camera di consiglio e’ arrivata la decisione del Tar Molise sulla grave situazione, ancora in atto, con il funzionamento a singhiozzo di emodinamica del S. Timoteo di Termoli. I giudici amministrativi hanno analizzato i motivi aggiunti predisposti dagli avvocati Massimo Romano, pino Ruta e Margherita Zezza per conto del sindaco di Termoli Francesco Roberti, dei componenti della sua giunta e della maggioranza nonché dal comitato “Cuore molisano”.

Sotto i riflettori anche l’intervento ad adiuvandum presentato dall’avvocato Laura Venittelli che tutela i diritti dei familiari del 58enne colpito da infarto nello scorso mese di ottobre e trasferito in un ospedale pugliese in quanto quel giorno – come tanti altri – il servizio di emodinamica del S. Timoteo era inattivo. Il malcapitato 58enne termolese è deceduto, forse per intempestività nel ricevere le cure necessarie, nell’ospedale che lo ospitava.

L’ordinanza del Tar Molise (allegata in calce all’articolo), pur rigettando la richiesta di sospensiva avanzata dai ricorrenti, ha imposto al direttore dell’Asrem Oreste Florenzano di chiarire per iscritto entro il termine massimo di 45 giorni sia le cause del disservizio verificatosi negli ultimi quattro mesi sia sulle misure che l’Asrem intende adottare per evitare che lo stesso disservizio possa ripetersi in futuro. Infine il Tar ha fissato l’udienza di merito per il prossimo otto giugno.

Intanto l’avvocato Massimo Romano ha diffuso attraverso la sua pagina fb il seguente comunicato: “Di pochi minuti fa la rigorosa decisione del Tar: la sospensione parziale del servizio ha esaurito i propri effetti, il servizio dunque è ripristinato con funzionalità h24. Inoltre, per i giudici amministrativi è assolutamente necessario fare chiarezza sia sulle cause del disservizio di questi mesi, sia sulle misure per evitare che possa ripetersi in futuro”.

Naturalmente i giudici amministrativi hanno attestato la loro competenza giurisdizionale sul caso in questione e non potrebbe essere altrimenti. Da semplice cittadino, in seguito al decesso del malcapitato 58nne, penso altresì che il caso dovrebbe interessare anche la Procura della Repubblica di Larino per i presunti reati di interruzione di pubblico servizio e di omicidio colposo inconcepibile se collegato alla chiusura di un reparto nonostante quanto previsto dal piano sanitario. Infatti, da quanto è dato sapere, i familiari nei prossimi giorni presenteranno esposto alla magistratura penale e civile. Fino ad ora non l’hanno ancora fatto in quanto la cartella clinica del congiunto deceduto è arrivata venerdì scorso, giusto in tempo per presentare motivazioni aggiuntive al Tar Molise.

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