di Redazione

La vicenda giudiziaria sull’estromissione di Antonio Tedeschi dal Consiglio regionale del Molise non è ancora arrivata al capolinea. I suoi avvocati, Pino Ruta, Margherita Zezza e Roberto Di Iorio, hanno ricevuto mandato per impugnare davanti alla Corte d’Appello di Campobasso la sentenza con cui il Tribunale ha riconosciuto solo in parte le richieste risarcitorie avanzate dall’ex consigliere regionale. Una decisione che i legali contestano apertamente e che, a loro giudizio, non sarebbe in linea con quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione e con alcuni recenti pronunciamenti dello stesso Tribunale di Campobasso su vicende analoghe. Il punto centrale del nuovo ricorso sarà proprio la valutazione dei danni subiti da Tedeschi in conseguenza della sua estromissione dall’Assemblea regionale. Il Tribunale ha riconosciuto un danno biologico, ma ha respinto le altre richieste avanzate dall’ex consigliere, tra cui quelle relative alle indennità consiliari non percepite, all’assegno di fine mandato, alla perdita di opportunità legate alla prosecuzione dell’attività politica e al danno all’immagine. Gli avvocati Ruta, Zezza e Di Iorio hanno infatti fatto sapere di aver già ricevuto il mandato per proporre appello, ritenendo la sentenza «gravemente lesiva dei diritti» del proprio assistito. Secondo i legali, la decisione sarebbe in contrasto con la chiara statuizione della Corte di Cassazione e con i più recenti precedenti del Tribunale di Campobasso relativi a casi considerati identici. La vicenda affonda le sue radici nelle modifiche alla legge elettorale regionale approvate nel corso della legislatura. Tedeschi, primo dei non eletti della propria lista alle elezioni regionali del 2018, era entrato in Consiglio regionale attraverso il meccanismo della surroga, dopo la nomina ad assessore di Vincenzo Niro. Nel 2020, però, la Regione modificò la normativa cancellando la surroga con effetto immediato. Una scelta che impedì a Tedeschi di proseguire il proprio mandato e che diede origine a un lungo contenzioso giudiziario. La questione arrivò fino alla Corte di Cassazione, che nel 2023 accolse il ricorso di Tedeschi, stabilendo che le regole elettorali non potevano essere modificate nel corso della legislatura con effetti sull’assetto determinato dalle elezioni del 2018. Da quella pronuncia è poi scaturita la causa civile per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall’estromissione. Il Tribunale di Campobasso ha riconosciuto il pregiudizio di natura biologica collegato allo stress provocato dalla vicenda, ma non ha accolto le ulteriori voci di danno richieste dalla difesa. Ora il nuovo capitolo della controversia si sposta davanti alla Corte d’Appello di Campobasso. I legali di Tedeschi chiedono che vengano rivalutate le conseguenze dell’illegittima estromissione e, soprattutto, che la decisione di primo grado venga confrontata con i principi già affermati dalla Cassazione. La partita, dunque, resta aperta. E sarà la Corte d’Appello a stabilire se e in quale misura le conseguenze economiche e personali della vicenda debbano essere riconosciute all’ex consigliere regionale.

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