di Redazione
“Contro la volontà degli amministratori, contro la volontà dei Comuni capofila, contro la volontà dei Presidenti delle Province di Campobasso e Isernia, contro gli interessi dei cittadini più deboli. Non solo i primi cittadini del Partito Democratico – come ‘qualcuno’ vorrebbe far artatamente intendere – ma anche tanti altri di centrodestra, che, ben conoscendo la realtà dei propri territori, non si sono ‘piegati’ e non si piegheranno ai diktat politici della Passarelli. Se ne faccia una ragione, è rimasta sola e accerchiata dal dissenso! Non c’è nessun obbligo di legge nel ridurre gli Ats – continua la Consigliera Regionale Micaela Fanelli – e di farli coincidere con i distretti sanitari e i Centri per l’impiego e, al di là delle opinioni di ognuno, sono sempre i dati e la realtà dei fatti a parlare in maniera oggettiva. A livello nazione, infatti, agli ATS è riconosciuta efficacia ed efficienza dei servizi erogati, pure presentando una significativa variabilità territoriale: solo un terzo coincide con i distretti sanitari e appena il 4% con i Centri per l’Impiego. Perché? Perché così funzionano bene. E certo, tutto è migliorabile, ma non certo stravolgibile per meri interessi politici e di ‘potere’.






























