di Redazione

Il riutilizzo creativo e sostenibile della “lana 100% Italica” sta riscuotendo un notevole interesse, configurandosi come un esempio concreto di come una risorsa spesso trascurata possa trasformarsi in opportunità. In questo contesto, la Sala Gialla della Provincia di Isernia ha ospitato un incontro significativo, segnando simbolicamente l’avvio di una nuova fase per la valorizzazione della lana italica. L’evento, caratterizzato da grande partecipazione ed entusiasmo, è stato promosso dalla Rete Nazionale delle Sartorie Sociali con l’obiettivo di definire in modo concreto tempi e modalità di attuazione del progetto dedicato alla lavorazione della lana, a partire dalla sua fase iniziale: il lavaggio. Si tratta di un’iniziativa condivisa da più attori, tra cui l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti – attraverso il Dipartimento di Architettura e l’Osservatorio FILA – e l’associazione Slow Fiber. A sostenere il progetto contribuiscono inoltre allevatori, cooperative – con il supporto di Confcooperative Molise –, organizzazioni sociali, istituti scolastici, artigiani e la Federazione Italiana Tradizioni Popolari. Anche il mondo politico ha espresso un convinto sostegno all’iniziativa, grazie in particolare al lavoro di raccordo svolto dall’onorevole Giorgio Lovecchio, che fin dall’inizio ha affiancato la Rete delle Sartorie Sociali. Ben 150 le persone, tra uomini delle istituzioni, organizzazioni sindacali e numerosi artigiani hanno condiviso il manifesto programmatico. L’iniziativa nasce con l’intento di trasformare un problema ambientale in una concreta occasione di sviluppo territoriale. Ogni anno, infatti, circa 8.700 tonnellate di lana derivanti dalla tosatura degli allevamenti vengono smaltite come rifiuti, disperse o addirittura bruciate, con pesanti ricadute sull’ambiente, alimentando una filiera tessile sostenibile e innovativa. Il progetto si pone un duplice obiettivo: da un lato offrire agli allevatori una soluzione efficace per lo smaltimento della lana; dall’altro rilanciare il suo utilizzo nei settori della moda e degli accessori. Non si tratta soltanto di economia circolare, ma anche di recupero culturale poiché richiama la storia del Sannio e della Lega Italica, che già nel 91 a.C. coniò monete con il nome “Italia”. L’incontro ha visto una partecipazione ampia e qualificata, con una platea attenta che ha affrontato temi cruciali come problematiche operative, approvvigionamenti, organizzazione delle filiere, costi e benefici. I lavori sono stati aperti da Daniele Saia, presidente della Provincia di Isernia, e moderati da Maurizio Varriano, presidente della Rete. Dopo i saluti istituzionali dei sindaci di Corfinio e Bojano – uniti da un progetto di gemellaggio culturale –sono intervenuti diversi esponenti istituzionali e del settore, tra cui Roberto Di Baggio, Mimmo Izzi (Parco del Matese) e l’onorevole Giorgio Lovecchio. Il merito ha trovato i contributi di Giorgio Gagliardi ( Rete Sartorie Sociali ),Rossana Gaddi (Osservatorio FILA), Dario Casalini (Slow Fiber), Riccardo Terriaca (Confcooperative Molise), Cristoforo Carrino (allevatore), Maria Pia Riccardi (Sartorie Sociali), Claudio Papa (Coldiretti Molise), Sebastiano Delfine (Unimol), Vincenzo Cimino (Ordine dei Giornalisti del Molise), Mimmo Maio (Comune di Campobasso), Peppe Notartomaso (CIS Molise), Antonello Matera( Enti Bilaterali), e Angelo Ricci (fornaio). Numerosi gli interventi dal pubblico. Presenti Filomena Calenda e Lorenzo Coia precursori del progetto. Spazio alla buona musica con interventi del cantautore Lino Rufo. Al centro di lavaggio della lana, fulcro di un modello locale replicabile e base per una microfiliera tessile sostenibile, seguirà un laboratorio creativo e manifatturiero sostenibile, dalla “tracciabilità narrativa”, in linea con le iniziative europee contro il fast fashion. Il filo conduttore dell’intero progetto è ben sintetizzato nell’espressione “riannodare i fili di una storia”: un invito a passare dalla fase teorica del “cosa fare” a quella operativa del “come farlo”, coinvolgendo attivamente partner e sartorie sociali. Questo l’approccio che ha suscitato grande interesse, favorendo la condivisione di competenze. In un contesto segnato dalla crisi del settore manifatturiero e dalla perdita di numerose imprese, “100% Lana Italica” si propone come un segnale di rinascita. L’incontro promosso dalla rete delle Sartorie Sociali si inserisce proprio in questa fase cruciale del percorso progettuale, con l’obiettivo di stimolare una partecipazione attiva e consapevole di tutti i soggetti coinvolti. In particolare, si punta a definire modalità e tempi per l’attivazione, a Macchia d’Isernia, sia del Centro di Lavaggio della Lana sia del laboratorio creativo e manifatturiero, grazie a competenze in grado di sostenere e sviluppare nel tempo le diverse attività previste.

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