In occasione dell’iniziativa programmata dalla CGIL a Bojano dal titolo “Area di Crisi e Prospettive di sviluppo” Maurizio Landini è intervenuto anche sulle prossime elezioni che si terranno il 17, 18 e 19 aprile per il rinnovo delle RSU nei settori della conoscenza (Scuole, Università, Conservatorio, Ricerca) e in tutto il pubblico impiego.

Il voto per le RSU arriverà a distanza di poco più di un mese dalle elezioni nazionali e prima dell’appuntamento con le regionali, e sarà un momento importante per misurare e rafforzare la rappresentanza nei luoghi di lavoro. Il contesto in cui avviene è sicuramente significativo: il voto del 4 marzo non è etichettabile solo come un voto di protesta, ma come una manifestazione tangibile della contrarietà alle politiche governative degli ultimi anni in cui si è dato vita ad un taglio di diritti senza precedenti (legge Fornero, Jobs Act e Buona scuola ne rappresentano gli esempi).

In questi anni, nel pubblico impiego, e nella scuola in particolare, la CGIL è stata in prima linea contro la deriva gerarchica e aziendalista manifestata dagli interventi governativi nel settore. Le lotte contro la buona scuola, le manifestazioni, gli scioperi, la raccolta delle firme per chiedere un referendum sul Jobs Act e sulla L.107/2015 hanno caratterizzato la nostra azione. Mai un sindacato si era spinto a tanto – ha ribadito Landini – ma visto che si trattava di leggi profondamente ingiuste e sbagliate, abbiamo lavorato per cancellarle con tutti gli strumenti a disposizione.

I lavoratori della scuola hanno più volte manifestato il loro dissenso, e lo hanno fatto in buona parte anche votando il 4 marzo per quanti hanno manifestato la volontà di cambiare queste leggi che hanno tagliato diritti senza creare sviluppo. Verificheremo e ci confronteremo nel merito con tutti, forti dei nostri valori e dei nostri ideali: il sindacato deve avere un suo progetto ed una sua autonomia dal quadro politico – ha ribadito Landini – per affermare un modello diverso di società e di vita dove le persone ed il lavoro tornano ad essere centrali.

Ora però, l’attenzione è rivolta alle elezioni RSU: è un appuntamento importante, perché riguarda tre milioni di persone in Italia (oltre diecimila in Molise) e perché avviene dopo la pre-intesa sui rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Aver rinnovato i contratti dopo dieci anni – ha detto Landini – è importante non solo e non tanto perché ha attribuito un aumento stipendiale che ovviamente non ristora dalle perdite salariali, ma perché ridà spazio alla contrattazione dopo un decennio in cui si è tentato di ridurre in ogni modo le prerogative della contrattazione nei luoghi di lavoro.

La presenza di RSU della CGIL nelle scuole ed in tutti i luoghi di lavoro è fondamentale: non vogliamo solo difendere i diritti di chi lavora, che di per sé è un fatto importante, ma anche contribuire a garantire un servizio pubblico di qualità. Il voto per la CGIL e per la FLC non è solo un voto per un delegato – ha concluso Landini – ma per un’idea di scuola pubblica diversa da quella che si è affermata in questi anni. Per noi la Costituzione è il riferimento da applicare: questo paese lo si cambia se si applica realmente la Carta costituzionale.

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