di Redazione
«Ho letto con attenzione la nota del Consigliere Gravina pubblicata ieri e contrariamente da quanto affermato la Regione Molise non ha ignorato le “alternative gratuite previste dalla legge”. E la dimostrazione – dice l’Assessore Regionale al Bilancio, Cefaratti – è negli atti e nei fatti concreti che questa amministrazione regionale ha avviato, senza i suoi prodighi consigli. Il Fondo di rotazione a cui fa riferimento nella nota diffusa alla stampa è stato non solo richiesto dal Servizio competente, ma attivato concretamente, e ha garantito l’erogazione a favore della Regione Molise di circa 46 milioni di euro. L’introito nelle casse regionali di queste somme ha consentito il pagamento di fatture e prestazioni che hanno permesso il raggiungimento del Target di spesa per il 2025 delle misure del PR FESR FSE+. E il tutto è avvenuto alla fine dello scorso esercizio finanziario. Per quanto concerne l’altra misura citata – continua Cefaratti – è opportuno rimarcare che l’anticipazione prevista dalla normativa disciplinante l’Accordo per la Coesione 2021-2027 (Decreto-legge 124/2023, articolo 2) prevede che annualmente la Regione possa chiedere l’erogazione di una anticipazione fino al 20 (fino al febbraio 2026 era solo del 10%) per cento del piano finanziario annuale. Tale valore risulta assolutamente insufficiente a garantire un percorso virtuoso nel tempo perché, com’è noto, le nuove regole del Fondo Sviluppo e Coesione impongono agli enti beneficiari dei finanziamenti di effettuare la spesa programmata per poi chiedere il rimborso al Dipartimento per la Coesione. D’altra parte, proprio il lavoro incessante e pressante degli ultimi mesi delle Regioni, e della Regione Molise in particolare, ha condotto il Governo ad aumentare la percentuale di anticipazione al 20% (con il decreto legge 19/2026); la precedente quota risultava davvero esigua in quanto calcolata, occorre precisarlo, non sull’intero importo del Fondo (circa 389 milioni per la Regione Molise) ma sull’importo stimato della spesa relativo all’annualità cui l’anticipazione si riferisce (tradotto, neanche il 2% dell’ammontare complessivo se si ipotizza una previsione di annuale spesa costante nell’arco dell’intero periodo del programma). L’anticipazione di Tesoreria di cui alla DGR 65/2026 costituisce, pertanto, una eventualità che sarà azionata dalla Regione (con ragionevolezza, ovviamente, proprio in ragione della onerosità della stessa) nei momenti in cui sarà necessario farvi ricorso. Strano – conclude Cefaratti – che si arrivi a pensare che questa Regione scelga deliberatamente il percorso oneroso in presenza di un percorso alternativo senza oneri. Ma tant’è.»




























