Il Parco Regionale dell’Olivo di Venafro è la prima area protetta dedicata all’olivo, unica nel suo genere nel Mediterraneo. La sua istituzione intende promuovere e conservare l’olivicoltura tradizionale che a Venafro ebbe fasti e splendori, tanto che i Romani ritenevano l’olio prodotto in loco il più pregiato del mondo antico. Nessun luogo al mondo coltivato ad olivo, infatti, può vantare simili tradizioni e citazioni letterarie. Il Parco è anche occasione di riscatto per un territorio penalizzato negli ultimi decenni dall’incuria e dall’abbandono, a dispetto delle sue qualità paesaggistiche, naturalistiche e storiche.

La Regione continua a ritenere inutile il Parco dell’Olivo di Venafro. Alle richieste legittime del Parco, di vedersi accredidati, finalmente, i fondi per la propria gestione, la Regione continua a fare orecchie da mercante. Un comportamento ingiustificato, incomprensibile posto che esiste una Legge che stabilisce la disponibilità finanziaria per il funzionamento di questa struttura, direttamente nel bilancio regionale.

L’Assessore Facciolla aveva rassicurato tutti che avrebbe provveduto, in tempi rapidi, a risolvere la questione, ad oggi, nonostante la promessa, le sollecitazioni del Presidente Pesino e le interrogazioni del Consigliere regionale Massimiliano Scarabeo, ancora ci ritroviamo a dover fare i conti con l’inerzia del governo regionale. Le difficoltà gestionali del Parco, senza questi finanziamenti rischiano di diventare irreversibili, senza fondi non sarà possibile mettere in atto tutti i programmi e le azioni istituzionali, ma, soprattutto, vanno evidenziate le preoccupazioni più che legittime della dirigenza del Parco dell’Olivo, che tenendo fede alle norme vigenti e nei limiti contributo regionale 2015 e a questo punto anche quelle per il 2016, ha svolto tutta l’attività prevista impegnando le somme per far fronte ai pagamenti a fornitori di servizie costi di esercizio.

Evidentemente, tutto questo, non interessa né all’Assessore Facciolla né al presidente Frattura, che però continuano a parlare di sviluppo ambientale, turistico e agricolo. Questa situazione pone il Parco dell’Olivo di Venafro in enorme difficoltà e c’è il timore che possa anche chiudere. Sarebbe difficile persino immaginarlo, che a fronte di un impegno costante e gravoso portato avanti in tutti questi anni dal Parco dell’Olivo di Venafro, si possa giungere a una simile decisione.

I consiglieri dell’Ente e tutti i collaboratori a vario titolo dello stesso, sono stufi di assistere a questa ridicola farsa, che vede l’unico Parco del Molise completamente abbandonato a se stesso, visto che non si trasferiscono all’Ente neanche le minime spettanze previste per il 2017, oltre a quelle, addirittura, del 2015, che causano sovraesposizioni economiche del Consiglio direttivo nei confronti di fornitori e prestatori d’opera che attendono di essere retribuiti.

L’ennesima interrogazione sul Parco dell’Olivo di Venafro del Consigliere regionale Scarabeo ha ricevuto risposta a quasi due anni di distanza. Questo dimostra lo scarso interesse per un problema grave al quale non si vuole trovare soluzione. Fattura e Facciolla, continuano a far finta di nulla, non erogando quanto spettante al Parco e addirittura chiedono la rendicontazione delle spese sostenute a fronte dei fondi stanziati, peraltro relativi soltanto all’anno 2016.

Intanto mancano quelli per gli anni 2015 e 2017, che hanno determinato una situazione insostenibile, sotto il profilo amministrativo e gestionale del Parco stesso, dato che i fondi attribuiti vengono considerati investimenti e non spesa corrente, e poi perché questo atteggiamento crea le condizioni per ulteriori ritardi nell’erogazione degli stessi.

Tale richiesta, inoltre, significa che il Parco dell’Olivo di Venafro, per svolgere la propria attività istituzionale, dovrebbe anticiparne tutte le spese: una follia! Se il Parco dell’Olivo di Venafro ancora esiste e resiste, è grazie all’impegno del Direttivo e del Presidente Pesino in particolare, che continuano a lavorare e rappresentare questo Ente ponendolo al vertice dell’attività di salvaguardia, promozione e sviluppo del settore olivicolo venafrano e di quello circostante.

Il presidente del Parco, Emilio Pesino ha così commentato la richiesta di rendicontazione arrivata dalla Regione:

La rendicontazione per un Ente pubblico è il bilancio consuntivo approvato con parere favorevole dal Revisore dei conti! Cosa che il Parco fa regolarmente. Questi signori, non sanno di cosa parlano oltre a fare una pessima figura. Il problema è che non hanno voluto trasformare il capitolo di bilancio da “investimento” in “gestione”, come non hanno voluto riallocare il finanziamento tolto nel 2015 sul bilancio 2016. Queste due piccole mosse avrebbero, quanto meno messo a posto le cose. Frattura e Facciolla vadano a rileggersi le decine di lettere che in questi anni, abbiamo loro inviato, contando sulla loro buona fede“.

Anche il responsabile finanziario del Parco Benedetto Iannacone ha commentato con amarezza la risposta fornita dalla Regione:

Veramente è sconcertante ed evasiva la risposta fornita dalla Regione, non è tecnica e nemmeno politica. La nota è un compitino da prima elementare e riguarda esclusivamente il 2016- fondi erogati- sebbene con un’anno di ritardo e precisamente con mandato n.664 del 17/3/2017. La Regione doveva invece motivare e/o giustificare il perché del mancato trasferimento dei fondi relativi agli esercizi finanziari 2015 e 2017, nella nota però nulla si dice in merito. I documenti contabili sono stati tutti trasmessi e quindi la mancata erogazione dei fondi non è attribuibile alla negligenza dell’Ente Parco ma solo ed esclusivamente dalla inefficienza e volontà politica dei responsabili regionali che vogliono, forse, cancellare una bella e grande realtà locale che è il Parco dell’Olivo“.

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