Il lavoro sembra non essere una priorità di questo governo regionale che si concede il lusso di non avere un assessore al lavoro da ben 10 mesi. A gennaio Michele Petraroia ha rassegnato le dimissioni, da quel momento in poi è calato il sipario e la questione è stata rimandata sine die. Petraroia ha lasciato il posto di comando in un momento durissimo per la nostra regione, con numerose vertenze aperte e con un tasso di disoccupazione allarmante.
Viene da chiedersi: Come si possono risolvere i problemi legati al mondo del lavoro senza un assessore che si occupi delle politiche del lavoro? E’ una poltrona che scotta quella legata al lavoro e per questo non c’è la fila per occuparla. Il governatore ostenta tranquillità, per lui si puo’ andare avanti anche in questo modo. La Fanelli doveva essere l’erede di Petraroia, ma fino a questo momento è rimasta a guardare. Sembra però che l’ipotesi ormai sia tramontata da tempo, visto i rapporti conflittuali con la minoranza del PD.
Attualmente le deleghe lasciate dall’ex assessore, seppur in via provvisoria sono in mano a Carlo Veneziale, assessore alle Attività produttive. La Regione con tutti i suoi limiti e potenzialità è presente dove l’emergenza richiede la sua presenza, ma questo non puo’ e non deve rassicurare. Gam, Zuccherificio, Ittierre, i Cantonieri, solo per citare le più importanti, restano ancora in attesa di soluzioni definitive e la presenza di un assessore al lavoro avrebbe nel merito una grande importanza. Non si puo’ affidare il compito all’assessore alle Attività produttive che di problemi da affrontare ne ha fin troppi.
I lavoratori devono avere un interlocutore sul quale fare affidamento e che segua in prima persona le vertenze aperte. Sul campo ormai ce ne sono tanti che si sentono soli e lasciati a loro destino, centinaia di famiglie sono rimaste prive di reddito o lo saranno a breve e attendono risposte urgenti che non arrivano.
Nonostante la grave situazione in atto, è molto probabile che si andrà avanti così fino alla scadenza naturale del mandato, salvo sorprese clamorose. Frattura è troppo indebolito e non ha la forza di imporre un suo candidato, in più ora nei suoi pensieri c’è la campagna referendaria, per cui fino al 4 dicembre non accadrà nulla.
L’opposizione in un primo momento ha contestato la mancanza di un assessore al lavoro, ma senza crederci molto, poi ha preferito rimane silente, quasi si fosse rassegnata. Questo disagio e questo conflitto silente continua da tempo, la minoranza si è seduta lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrà passare il cadavere del suo nemico.
Nibbio






























