di Christian Ciarlante

Era il 28 febbraio 2018, quando nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso la sede della Regione Molise, l’ex governatore Paolo Di Laura Frattura e Amadori illustrarono alla stampa gli avanzamenti del piano di rilancio della filiera avicola molisana, confermando i piani per dare nuovo corso al complesso “ex GAM” di Bojano. La Gam si riavvia. Entro il 2020 riprenderà la produzione.

Dopo l’incontro al MISE il 13 febbraio 2018 con i rappresentanti del Ministero, della Regione e dei sindacali locali, l’azienda ribadì i propri impegni volti a creare una filiera dedicata al pollo di alta qualità in Molise, da realizzarsi attraverso un piano d’investimenti per oltre 45 milioni di euro, che include l’acquisizione del complesso tramite la controllata Società Agricola Vicentina, la sua ristrutturazione e riqualificazione.

Gli investimenti riguardano l’incubatoio, lo stabilimento di trasformazione e gli allevamenti, che saranno inseriti nella filiera integrata Amadori, formata da oltre 800 allevamenti su tutto il territorio nazionale. Questa in estrema sintesi la situazione, senza ripercorre i quasi 10 anni della tormentata storia dello stabilimento di Bojano.

Ma ora focalizziamo la nostra attenzione sulle ultime notizie che sono trapelate dall’ultimo incontro al Mise. Il direttore generale di Amadori, Francesco Berti, ha detto che dei 240 lavoratori ex GAM solo in 32 hanno risposto alla chiamata per le candidature per una posizione lavorativa presso l’incubatoio riattivato a gennaio a Bojano. L’azienda ha di fatto bacchettato i lavoratori perché in pochi hanno risposto al bando per l’incubatoio.

Ma la bomba è arrivata quando Berti ha detto che il gruppo Amadori non ha più intenzione di investire nella filiera avicola molisana perché il bando del Tribunale di Campobasso è risultato tardivo, al di sopra delle loro possibilità di investimento e con caratteristiche tali da far mancare i requisiti previsti negli accordi sottoscritti tra le parti. Una notizia che se confermata rappresenterebbe uno smacco non da poco per la nostra regione.

E ora cosa accadrà? Che ne sarà delle promesse e degli annunci fatti? Da oggi è iniziato lo scarica barile sulle responsabilità. Di chi è la colpa? Di Frattura, di Toma, dei sindacati, di Amadori o come si vuol far credere è dei lavoratori? A noi non interessa conoscere il colpevole, a noi interessano le soluzioni da mettere in campo per rilanciare la filiera avicola molisana.

Se non fosse possibile, è ora di dire la verità ai lavoratori e alle tante famiglie che attendono di conoscere il loro futuro e scrive la parola fine su una vertenza che si trascina a danno di tutti da quasi 10 anni. Si trovi il coraggio di dire agli ex Gam di che morte devono morire e se nel loro destino c’è solo la cassa integrazione. Ma non si dia la colpa ai lavoratori per questa situazione. Ma in che razza di paese viviamo? Vuoi vedere che alla fine la responsabilità di tutto è la loro? Roba da matti!

Il 4 maggio 2019 scadrà la cassa integrazione e proprio ieri il Ministro Di Maio ha firmato il decreto di assegnazione delle risorse per gli ammortizzatori sociali in area di crisi complessa, tra cui il Molise. E’ auspicabile che ora non si mandi all’aria quanto fatto di buono fino a questo momento, ma per evitare un triste epilogo e necessario che tutti facciano la loro parte per non seppellire definitivamente la nostra filiera avicola.

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