di Giovanni Minicozzi

La SpA Gemelli Molise è stata messa in vendita per un importo che oscilla tra i 30 e i 40 milioni di euro. L’avviso pubblico di vendita ha suscitato l’interesse di alcuni investitori privati che già operano nel sistema sanitario regionale ma anche di società nuove per il settore. Ecco le società interessate:

Fondo di Vito Gamberale;

Fondo di un certo Petracca Stefano (San Stef.AR); Università Pegaso (Fratelli Iervolino); Fondo che fa capo e Cattaneo e Montezemolo; Un gruppo Abruzzese; Altri due gruppi sanitari a livello nazionale. Al momento Neuromed non ha presentato alcuna offerta ma non si esclude che la farà considerato che i termini non sono ancora scaduti.

Appare evidente che la ex Cattolica  attira l’interesse degli investitori sia per la invidiabile struttura logistica sia per le prestazioni che eroga. Sono trascorsi 26 anni da quel 19 marzo 1995 quando arrivò in Molise Papa Giovanni Paolo II per la posa della prima pietra della Cattolica che poi sarebbe diventato il centro di ricerca e di alta formazione nelle scienze biomediche.

Gli obiettivi erano ambiziosi, ovvero quelli di prestare assistenza altamente specializzata ad un bacino di utenza di circa cinque milioni di persone residenti nel sud d’Italia. A dire il vero per un certo periodo la Cattolica ha assolto ad un ruolo importante sia per i molisani sia per i malati provenienti da fuori regione. Nel tempo però la missione originaria ha subito frequenti trasformazioni, non solo di natura societaria, che hanno in parte deviato gli obiettivi anche per responsabilità della politica.

A tal proposito basta ricordare la vicenda del siciliano Zappia che aveva ricordo il ruolo di direttore sanitario senza avere i titoli e la Regione non intervenne. Oggi dopo oltre 20 anni di attività la ex Cattolica si arrende e mette in vendita il suo patrimonio parzialmente  realizzato  con fondi pubblici e grazie all’impegno determinato e costante dell’on. Florindo D’Aimmo. Nella vicenda non è dato sapere quale ruolo stia svolgendo la Regione e il suo presidente Donato Toma.

Considerato lo sfascio in cui è ridotta la sanità molisana sarebbe opportuno che la Regione si facesse avanti per acquistare la ex Cattolica. In alternativa si potrebbe definire un subentro pubblico  nel Cda di Gemelli Molise per poter mantenere in servizio i circa 400 dipendenti della ex Fondazione Giovanni Paolo II. Tale ipotesi permetterebbe di poter disporre di una quantità apprezzabile di personale sanitario considerata la grave carenza e risolverebbe l’annoso problema logistico dell’ospedale Cardarelli di Campobasso che potrebbe essere trasferito nell’ala inutilizzata della ex cattolica.

Mi rendo conto che si tratta solo di ipotesi difficilmente realizzabili poiché l’attuale governo regionale non sembra in grado di programmare e gestire situazioni complesse che però  potrebbero risolvere anche il problema relativo a un sistema più  equilibrato tra sanità pubblica e privati accreditati.

Loro, invece, attendono immobili l’evoluzione della vendita ai privati della Gemelli Molise Spa.

TANT’È!

Articolo precedenteDati e contagi in Molise, un solo positivo: il bollettino ufficiale del 30 giugno 2021 delle ore 18,00
Articolo successivoMeteo: previsioni del tempo per il giorno 01/07/2021