di Giovanni Minicozzi

La pausa di ferragosto , e non solo, ha rallentato la trattativa per la cessione del Gemelli Molise al fondo svizzero guidato dal manager Stefano Petracca.
Secondo i bene informati i vertici romani della chiesa vogliono conoscere i nominativi dei veri acquirenti che si nascondono dietro la società anonima Capital mentre Stefano Petracca contrappone il diritto alla privacy e non intende evadere la richiesta.
Sempre secondo i bene informati sulla vicenda sarebbe intervenuto anche il prefetto di Campobasso e avrebbe imposto al rappresentante del fondo svizzero di rendere pubblici i nomi dei soci e soprattutto l’identità del socio effettivo al momento ancora sconosciuto.
Come i nostri lettori ricorderanno Futuro Molise da subito ha evidenziato la necessita’ di fare chiarezza sui nomi degli acquirenti al fine di eliminare ogni dubbio su eventuali operazioni di riciclaggio o di infiltrazioni malavitose nella gestione della sanità molisana. Oggi i fatti ci danno ragione nonostante le minacce di querele paventate dai legali di Stefano Petracca contro la nostra testata.
Peraltro in Italia, a differenza della Svizzera e dei paradisi fiscali, non sono ammesse società anomine e dunque a maggior ragione non e’ lecito vendere strutture sanitarie accreditate realizzate con fondi pubblici a personaggi ignoti.

Sullo sfondo resta il silenzio imbarazzante della giunta e dei consiglieri regionali così come resta incomprensibile la decisione del governo Toma di non manifestare alcun interesse per l’acquisto della Spa Gemelli Molise.

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