di Redazione politica

La gestione della sanità molisana ormai al collasso e il diffondersi dei contagi in maniera vertiginosa richiede soluzioni che vadano oltre il colore politico di appartenenza. Richiedono condivisioni per correre subito ai ripari. E’ inquadrata in quest’ottica l’iniziativa dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Iorio e Aida Romagnuolo, che in Consiglio regionale hanno presentato una mozione chiedendo il coinvolgimento di Pd, 5 Stelle e della maggioranza tutta.

Apriti cielo. La maggioranza di parlare, ancora, della gestione della pandemia proprio non ne vuol sapere. O Per lo meno questo è ciò che afferma l’assessore Quintino Pallante che si contrappone nettamente all’iniziativa dei suoi colleghi di partito che pare avere due anime. Così Iorio e Aida Romagnuolo di Fratelli d’Italia chiedono di trovare una soluzione condivisa in Consiglio per fronteggiare la grave situazione sanitaria in cui versa oggi il Molise, Quintino Pallante di Fratelli d’Italia chiede alla maggioranza di non dare neppure la possibilità di discuterne.

Un ‘niet’ che ha trasformato l’ex presidente Iorio in una furia mai vista: Spogliato di ogni veste di moderato e del politichese, Iorio si prende 8 minuti di tempo per descrivere tutto ciò che sta accadendo in Molise dove “Il Consiglio regionale ha la responsabilità della gestione della sanità che oggi è fuori legge, è fuori Lea e mette i molisani in pericolo di vita. L’ospedale Cardarelli trasferisce i suoi pazienti in altre strutture e non li cura, e non parlo dei pazienti Covid”.

Bordate anche alla politica di questo governo regionale che non ascolta gli addetti ai lavori: “Avete ascoltato i medici? – chiede Iorio – Esiste una politica che ascolta in questa regione? Oppure esiste solo la politica della barzelletta di dire è colpa di Tizio o Caio?”. Chi si ammala di Covid in questa regione non viene servito. – ed insiste – La gestione Covid è stata sbagliata.

E’ mai possibile che dopo un anno si continua che va tutto bene?”. Alle motivazioni addotte sul perché non si è fatto il centro Covid a Larino, Iorio replica che “sono tutte sciocchezze” ed avverte anche sulle responsabilità “di ciascuno di noi – perché – Nessuno ci perdonerà  di non aver neppure parlato dell’argomento”. La linea dell’ex presidente è condivisa anche dalle opposizioni, Pd e 5 Stelle, che però avvertono l’esigenza di evidenziare di come il presidente della Regione Molise non ottempera alle decisioni del Consiglio regionale.

Andrea Greco, dopo aver ascoltato anche le accuse mosse all’ex governo Conte per l’organizzazione della rete Covid in Molise, si rivolge a Toma “Toccava a lei presidente intervenire a Roma a descrive la peculiarità della nostra regione” che ha un solo ospedale centrale per tutto il territorio.  E non risparmia critiche al dg Asrem Florenzano che “non sa distinguere una linea guida da una legge” sostiene il capogruppo dei 5 Stelle.

Alle 18.33 è il momento dell’intervento di Vincenzo Niro, che si contende con Pallante il ruolo del miglior supporter di Toma. Il discorso di Niro è semplice: la colpa di tutto quello che sta avvenendo è di Giustini, il commissario ad acta nominato dal ministero e poi la difesa di Toma sui ritardi della torre Covid: “Se ancora non partono i lavori per la torre la colpa di chi è – urla Niro – e ve la prendete co sto povero cristiano – e indica Toma con le mani giunte – che sta 24 ore in ufficio”.

E se il problema di Filomena Calenda è la pubblicità che qualche consigliere vuol farsi sulla stampa con questo atto, il riferimento taciuto è senza ombra di dubbio al suo incubo peggiore Aida Romagnuolo e non è un segreto, ecco che la vera novità è il presidente del Consiglio regionale. Salvatore Micone si smarca dalla maggioranza. Aspetta il momento giusto e, in punta di piedi, si infila nel dibattito politico rivestendo i panni del mediatore. Si Sfila dalla volontà di Pallante e, a differenza dell’assessore, invita la maggioranza a discutere l’atto e, successivamente, a prendere una decisione unanime.

A quel punto la frittata è fatta. A Toma e Pallante non resta che chiedere una modifica del primo punto della mozione. Facendo inserire, attraverso un emendamento sostitutivo che vede primi firmatari Filomena Calenda (che fa una giravolta a 360 gradi) e Roberto Di Baggio, con cui si impegna il presidente Toma a “farsi portavoce con il Commissario ad acta sulla sanità e con il governo nazionale di rimodulare la rete ospedaliera sanitaria nel seguente modo:

Isernia e Termoli DEA di I Livello

Agnone ospedale di confine

Venafro ospedale di riabilitazione

Larino ospedale Covid

Campobasso DEA di II Livello

Pd e 5stelle, seppur titubanti, firmano.

Una volta che Toma informerà ufficialmente Giustini, il Molise potrà vedere fino a che punto anche il Commissario di governo sarà in grado di far valere i diritti di questo territorio a Roma.

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