Una vicenda giudiziaria iniziata del 2012 e finita nel 2022.

Indagini portate avanti dalla Squadra Mobile di Campobasso all’epoca dei fatti guidata dalla sorella del candidato presidente alla regione in quota Pd (Paolo di Laura Frattura).

Principale soggetto indagato: l’allora presidente uscente della Regione Molise, Michele Iorio (Pdl).

Un politico, Iorio, che ha subito ben 24 processi e da cui è stato sempre assolto.

Un caso Iorio che riceve un’attenzione mediatica particolare proprio in questi giorni in cui in Parlamento si parla di riforma della giustizia.

A parlarne in aula in un interventi pubblico a Montecitorio è il deputato Renzo Tondo, già presidente del Friuli Venezia Giulia eletto nel 2018 per la coalizione di centro-destra alla Camera nel collegio uninominale di Trieste dopo aver sconfitto la Governatrice uscente Debora Serracchiani. Riassumendo la sua collocazione politica, oggi è un pezzo da novanta tra i centristi.

La domanda che l’onorevole Tondo si pone nel so intervento è: 10 anni di tortura giudiziaria per capi di imputazione che avrebbe dovuto far impallidire chiunque, come se in Molise l’ex presidente della Regione avesse creato un regno malavitoso e poi una assoluzione che fa svanire qualunque ombra. Può la giustizia impiegare tutti questi anni per arrivare a valutare delle ipotesi di reato che nel contempo distruggono la vita politica e professionale di chi incappa nel ginepraio della magistratura?

Di seguito l’intervento integrale dell’onorevole Tondo.

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