di Redazione
Si terrà il prossimo 21 febbraio alle ore 17.00, presso la Palazzina Liberty di Venafro in Corso Lucenteforte 1, Largo Francesco Giampietri, l’incontro pubblico di presentazione del comitato “GIUSTO dire NO”, distretto di Campobasso, nato per informare i cittadini sulle criticità del quesito referendario in tema di giustizia. L’iniziativa vedrà il confronto tra giuristi, cittadini e rappresentanti della società civile per analizzare le ragioni di un NO consapevole. “La giustizia non è una partita tra fazioni, ma il pilastro della nostra democrazia. Votare NO non significa difendere lo status quo, ma impedire una deriva che renderebbe la magistratura meno indipendente e la difesa dei cittadini più debole e costosa”, dichiarano i promotori del comitato unanimemente. Tra i relatori il Giudice dr Giovanni Fiorilli, gli avvocati Ugo D’Onofrio e Claudio Neri, i Professori Vincenzo Musacchio e Giovanni Carmellino, la MOT dottoressa Greta Giannini. All’incontro interverranno, in quanto promotori e aderenti all’iniziativa, oltre all’Avv. Iulia Iemma in qualità di Componente del Direttivo Libera contro le mafie Molise e di portavoce del Comitato nazionale avvocati per il NO per il Foro di Isernia, anche il portavoce del Comitato Società Civile per il NO Molise il Prof. Giuseppe Iglieri, il Presidente del Circolo Auser Venafro il sig. Leopoldo Di Filippo, i signori Claudia Izzi e Carmine Pietrangelo in qualità di organizzatori e promotori dell’associazionismo venafrano. Al termine degli interventi sarà lasciato ampio spazio alle domande del pubblico e dei giornalisti.I punti cardine della mobilitazione:
- No alla Separazione delle Carriere: un PM lontano dal diritto e vicino alla politica.
I comitati esprimono forte preoccupazione per la separazione delle carriere. Trasformare il Pubblico Ministero in una figura isolata dalla cultura della giurisdizione significa, inevitabilmente, spingerlo sotto l’alveo del potere esecutivo
- No al Sorteggio: il CSM non è una lotteria.
La proposta di affidare al sorteggio la scelta dei membri del CSM e dell’Alta Corte Disciplinare viene definita una “resa della democrazia”. Sostituire il merito e la responsabilità dell’elezione con un’estrazione a sorte significa svuotare di autorevolezza le istituzioni.
- L’aggravio di costi per il cittadino.
I comitati sottolineano inoltre il peso economico della riforma: la creazione di tre distinti organi di autogoverno (due CSM e un’Alta Corte) comporterà un aumento considerevole delle tasse per i cittadini e un inutile spreco di denaro pubblico. Inoltre, con un PM solo accusatore, le indagini a discarico peseranno interamente sulle tasche dei cittadini, rendendo la giustizia un privilegio per pochi.
L’appello del Comitato:
“Invitiamo la cittadinanza e tutti coloro che hanno a cuore lo Stato di Diritto a partecipare a questo dibattito. È fondamentale che il voto sia informato: non stiamo decidendo di un tecnicismo, ma della qualità della nostra libertà”. INGRESSO LIBERO E GRATUITO




























