Lettera aperta degli esercenti del centro storico di Isernia al sindaco d’Apollonio
“Egregio Sindaco, Egregi Assessori, desideriamo esternare tutto il nostro disappunto in merito alla delibera n. 157/2020 del Comune di Isernia. Quanto sopra, innanzitutto, per il metodo poco rispettoso nei confronti delle categorie coinvolte, non essendo state queste ultime assolutamente interpellate per un confronto, nè direttamente nè attraverso le associazioni di categoria.
Va da sè che il Sindaco può disporre divieti e limitazioni con lo strumento dell’ordinanza (in particolari circostanze) ma in questo caso ci sarebbe stato tutto il tempo per un confronto costruttivo e “distensivo”, cercando di contemperare le varie esigenze, trovando un punto di incontro.
In seconda istanza, evidenziamo il paradosso di vietare l’asporto di bevande alcoliche dalle 24, invitando i clienti alla consumazione all’interno dei locali: tradotto: in epoca di distanziamento sociale si “obbliga” a consumare, tutti insieme, al’interno del locale e delle sue aree di pertinenza?!?!
Dunque, l’esercente deve somministrare le bevande all’interno del locale, con conseguente rischio di assembramento; arrivano le forze dell’ordine ed invitano gli avventori a diradarsi; il cliente, con il bicchiere in mano, a quel punto non sa più se deve contravvenire all’ordinanza del Sindaco (andando a consumare lontano dal locale) oppure non eseguire l’ordine della forza pubblica intervenuta (non assembrarsi). La soluzione? Andare a bere in un altro bar fuori dal Centro storico.
Ed arriviamo al secondo paradosso: in pratica si stanno “deviando” i consumi da un’area (centro storico) dove insistono alcuni bar e ristoranti, ad un’altra (fuori dal centro storico) dove sono presenti altri esercizi non oggetto dell’ordinanza.
Appare evidente l’intervento lesivo di ogni principio di libera concorrenza e della libertà di iniziativa economica, che può essere limitata solo in casi eccezionali di pubblica sicurezza: non ci risulta di particolari pericoli per la pubblica incolumità, al massimo qualche bottiglia abbandonata in assenza quasi totale di cesti della spazzatura per il vetro.
Caro Sindaco, Cari Assessori, veniamo fuori da una chiusura totale che è durata mesi, stiamo sostenendo sforzi finanziari molto pesanti, cercando di uscire da questo guado economico che ci vede coinvolti e provando a tenere intatto il livello occupazionale che, forse giova ricordarlo, vede coinvolti un centinaio di persone tra diretti ed indotto.
In pratica, la ristorazione ed i bar rappresentano una delle realtà economiche più importanti per la nostra città e meritano rispetto, supporto e coinvolgimento; da parte di alcuni membri di questa Giunta, lo affermiamo senza false remore, c’è stata spesso una “criminalizzazione” degli esercenti, traslando su di loro la responsabilità dei singoli soggetti che delinquono spontaneamente: l’uso di droghe, la minzione nei vicoli, le bottiglie rotte, gli schiamazzi, NULLA HANNO A CHE VEDERE CON CHI PORTA AVANTI UN’ATTIVITA’ IN MANIERA ONESTA E LABORIOSA.
Questi problemi sociali si affrontano con la dovuta perizia ed esperienza, cercando di capirne la natura e le ragioni. Troppo semplice la scorciatoia dei divieti, delle limitazioni e delle restrizioni, senza affrontare il problema in maniera più articolata, valutando le proposte di tutti ( e non ascoltando solo ed unicamente i cittadini che sognano un ritorno al deserto post sisma).
Confessiamo di essere molto delusi ed amareggiati dal comportamento di questa Amministrazione e, in tal senso, ci auguriamo che si faccia un passo indietro su questa delibera assurda, convocando le parti in causa per cercare una soluzione praticabile e condivisa”.





























