di T.A.
DUE INGRESSI DI VENAFRO, DUE OPPOSTI !
BELLO L’ACCESSO ORIENTALE, TUTT’ALTRO QUELLO OCCIDENTALE
Due ingressi nell’abitato di Venafro e due situazioni, due “fotografie” ambientali assolutamente opposte, addirittura contraddittorie. Si prendano l’ingresso est provenienti dall’interno del Molise e dall’Abruzzo, e di contro quello occidentale arrivando dal Lazio. Curatissimo ed assolutamente curato l’accesso orientale all’abitato venafrano col Viale San Nicandro tenuto in ottimo stato con marciapiedi, alberi di robinia perfettamente curati, esterni del Sacrario Militare Francese ben tenuti e tutt’intorno una tenuta perfetta dell’ambiente. In effetti arrivando da est si ha l’impressione di accedere in una città che fa dell’ambiente e dell’immagine i propri segni distintivi e caratteriali. Ed a tanto concorrono sia le strutture pubbliche lì situate e sia i privati che vi risiedono. Purtroppo tutt’altro “spettacolo” e situazioni accedendo a Venafro da ovest, ossia dal lato occidentale di via Colonia Giulia. In loco assenza totale di marciapiedi e pedoni costretti a procedere direttamente sulla trafficatissima e pericolosa arteria, velocità sostenute del traffico interregionale su gomma che quotidianamente arriva da ovest a Venafro, arbusti, rovi, sterpaglie e vegetazione naturale a josa, compresi alberi ad alto fusto mai potati, ai lati della Colonia Giulia, addirittura canneti fittissimi ai lati del fiume San Bartolomeo i cui argini sono ricoperti da verde a go/go ed immagine pessima della città offerta a quanti arrivano dalla Capitale o da regioni del centro Italia. Due ingressi venafrani quindi e due opposti ambientali che di certo non apportano positività al buon nome della città. E sempre lungo l’ingresso occidentale dell’abitato venafrano come non citare la pineta adiacente lo storico ed oggi in disuso ospedale SS Rosario di Venafro e situata sul lato sinistro della stessa arteria, giusto a lato della storica struttura ospedaliera cittadina. Caduto in disuso il “povero” SS. Rosario, sorte analoga purtroppo é toccata alla pineta a lato. Adibita a parcheggio, è stata curata finché il nuovo SS Rosario era frequentato. Ridotta la frequentazione popolare a seguito del progressivo depauperamento dell’ospedale cittadino, anche la pineta è progressivamente scivolata in una tenuta non propriamente inappuntabile. Un gran peccato, quindi, tali contrastanti e contrapposti ingressi nell’abitato venafrano a conferma che si potrebbe fare tanto per l’ambiente, ma spesso non ci si adopera come dovuto.






























